Esteso su un territorio sterminato, il Texas sorprende per la ricchezza del suo territorio, in cui emergono realtà contrastanti fatte di natura selvaggia e visioni metropolitane
QUANDO UNA NAZIONE DIVENTA UNO STATO
Diciamo Texas ed immediatamente si profilano nella nostra mente pianure sconfinate popolate da cowboy e petrolieri. Una retorica dell'immaginario che ci tiene nascosti splendidi paesaggi di dense foreste, ruvide colline, bianche spiagge sabbiose, deserti e perfino le ultime propaggini meridionali delle Montagne Rocciose.
Il Texas, uno stato per noi tutti, una vera e propria nazione nella nazione per chi ha la fortuna di approfondirne la conoscenza, con una tale complessità di territori da farne una realtà unica in tutto il Nord America.
Eppure, questa che potrebbe essere una scoperta sorprendente, non è altro che il riemergere di un fatto ormai consegnato ai libri di storia, che portò questo stato, subito dopo la separazione dal Messico nel 1836, a contrattare il proprio ingresso nella confederazione americana, garantendosi il diritto, tuttora in esseere, di formare, fino a cinque diversi stati all'interno delle sue frontiere: una eventualità remota, certamente, ma chiunque crede nella teoria delle confini naturali non ne sarebbe sorpreso.
UNICO E STERMINATO
In tutta l'America ci si prende gioco dei Texani per il vezzo di intercalare incessantemente la parola "big" (grande) quando parlano della loro terra. Li si tratta da spacconi, ma hanno ragione loro, senza esagerazioni. Il Texas abbraccia due fusi orari, ha un'estensione pari ad un dodicesimo di tutti gli USA e le sue coste sul Golfo del Messico sono seconde, per lunghezza, solo a quelle della Florida e della California.
Le dimensioni stesse del Texas ci spiegano non solo la sua varietà di paesaggi ma anche la ricchezza della sua vita vegetale ed animale. In questo paese fioriscono oltre 5 mila diverse specie vegetali e non meno di cento varietà di cactus. Ed è l'habitat ideale per la pantera, l'ocelot, il coyote, il cane delle praterie, e due tra le più strane creature del mondo animale, il rospo cornuto e l'armadillo.
Così come il mondo animale, anche il profilo della popolazione è molto variegato. Circa il 26% dei residenti è di origine ispanica e quasi tutte le città sono praticamente bilingui.
L'intreccio di culture che si è consolidato negli anni ha preso il nome di Tex-Mex, una sorta di marchio applicato a quasi tutti gli aspetti della vita texana, dalla cucina piccantissima all'architettura spagnoleggiante delle nuove periferie.
Al di là di questa etichetta, però, i texani sono soprattutto texani: in ogni piccola città, qualunque siano le loro origini, la lingua, le tradizioni o la religione praticata, il grande evento dell'anno è sempre e solo il rodeo oppure il "quarter horse show".
Eventi che hanno una grande valenza unificante, supportati energicamente da alcuni altri elementi, incrollabili passioni che sembrano attraversare trasversalmente ogni confine etnico: gli stivali da cowboy, i cappelli a larga tesa ed i pick-up.
Popolazione: 31.300.000
Estensione: 695.665 Kmq
Abitanti per Kmq: 44
Capitale: Austin (975.000 abitanti)
Città più popolata:
Houston (2.304.000 abitanti)
Fiumi principali:
Brazos, Colorado, Pecos, Red, Rio Grande
Massima altitudine:
Guadalupe Peak 2.667 m. slm
Origine del nome: dalla parola degli indiani Caddo "tejas" che significa amico o alleato
Soprannome: Lone Star State
Simboli nazionali:
- Uccello: Mockingbird (Mimus)
- Fiore: Bluebonnet (centaurea)
- Albero: Pecan (noce americano)
- Motto: Friendship (amicizia)
- Canzone: "Texas, Our Texas"
UN RICCO PATRIMONIO AMBIENTALE
I primi insediamenti dei colonizzatori in Texas avvennero nelle fertili valli dei fiumi Brazos e Colorado, quando, nel 1821, il governo messicano, resosi indipendente dalla Spagna, permise a Stephen F. Austin di guidare in quei territori una folta schiera di coloni anglo-americani. Molti di loro erano agricoltori e si stabilirono lungo le fertili rive dei fiumi, dando vita a prosperose coltivazioni di cotone. Il cotone è tuttora uno dei cardini dell'economia texana e ricopre gran parte del territorio pianeggiante della metà orientale dello stato.
Alternati con coltivazioni di erba medica e di patate dolci, i campi di cotone si spingono fino ai territori di Piney Woods lungo il confine con la Louisiana, un'area dove è prevalente l'industria del legname.
Con le sue foreste e le sue fattorie, il Texas orientale ha più similitudini con il profondo Sud che con il Southwest, cui viene di solito accomunato. Fino a questo secolo, il groviglio di alberi e di sottobosco nelle paludi del Big Thicket, dove crescono rigogliosi anche gli alberi di lauro e perfino i cipressi, era praticamente impenetrabile.
Prima che l'uomo cominciasse a tagliare gli alberi in modo sistematico, questa foresta si estendeva per oltre un milione e duecentomila ettari: oggi la sua estensione si è notevolmente ridotta, ma rimane sempre uno dei più rilevanti tesori ambientali dello stato.
BIGTHICKET NATIONA PRESERVE
Uno straordinario crocevia biologico dove i boschi tipici dei territori orientali si fondono con la vegetazione delle paludi
sudorientali, la flora dei deserti sud-ociddentali e le specie tropicali messicane.
Vi dimorano oltre 300 specie diverse di uccelli, alligatori, pantere, cervi ed armadilli.
Del tutto scomparsi, invece, fuorilegge, schiavi in fuga e giocatori d'azzardo che qui, una volta, trovavano rifugio sicuro al riparo dai loro inseguitori.
IL CHILI, "DONO" TEXANO
Il chili, conosciuto localmente come "a bowl o'red" (una boccia di rosso) è orgogliosamente considerato il dono gastronomico che il Texas ha fatto al mondo. La sua coltivazione è iniziata verso la metà del diciannovesimo secolo nelle colline meridionali del Texas centrale.
DALLA FORESTA ALLA GIUNGLA URBANA
Quasi fosse una sorta di contrappasso, possiamo dire che, più o meno nella stessa area, alla foresta si è sostituita una sorta di giungla dal nome curioso ed illuminante, seppur poco noto al di fuori dagli Usa: Metroplex.
Così è battezzata l'area che comprende Dallas, Forth Worth e la miriade di sobborghi che si susseguono quasi senza soluzione di continuità, affascinante se vista dall'aereo, monotona e noiosa se attraversata in automobile e tuttavia fiera di essere il più esteso agglomerato urbano sulla faccia della terra.
Fulcro di questa ordinata giungla residenziale è Dallas, da sempre il più importante centro commerciale e finanziario del Texas. Nata nel 1841 come trading post nel bel mezzo della prateria, ha sempre prosperato sui traffici, anche se gli allevamenti ed il petrolio non sono stati secondari nel determinarne l'enorme sviluppo.
Tanta secolare ricchezza si manifesta con evidenza già a distanza, alla vista dei suoi grattacieli che non sono solo alti ed enormi, ma mostrano linee e materiali raffinati, pensati e realizzati non solo per dimostrare e stupire ma, soprattutto, per restare. E poi, entrando in città, deve si respira immediatamente un'aria sofisticata, sicuramente più voluta che spontanea, con un'orgogliosa attenzione ai fatti artistici e culturali.
Tragicamente, oggi, la sua più grande attrazione turistica sono i luoghi in cui nel 1963 fu assassinato il presidente Kennedy e, poco fuori città, il ranch in cui è stata girata la serie televisiva Dallas e poco possono gli stupendi e ricchi musei e le tante altre attrazioni per eccitare e coinvolgere il visitatore.
LA FIERA DI DALLAS
A pochi isolati dal centro di Dallas sorge lo State Fair Park di Dallas, un gigantesco complesso Art Deco costruito nel 1936 per ospitarvi la Texas Continental Exposition e poi evolutosi come area destinata ad ospitare i più prestigiosi musei della città (tra cui, il Museum of Natural History, lo Science Place, il Museum of African-American Life and Culture ed il Dallas Aquarium).
Qui, ogni autunno, milioni di persone si affollano per visitare la più grande fiera del Texas, la Texas State Fair. All'ingresso, Big Tex, un cowboy meccanico parlante alto oltre 15 metri, dà il benvenuto ai visitatori. Curiosamente, il giorno di maggior affollamento è quello dedicato all'Italia, quando la comunità italo-americana organizza spettacoli, feste e luculliani stand gastronomici.
L'ALTRA FACCIA DI METROPLEX
Forse anche per questo ha avuto tanto successo una battuta che recita: "Si, Dallas ha qualcosa che Forth Worth non ha: una vera città a 30 miglia di distanza".
Piccola e di origini tutt'altro che nobili, Forth Worth era una città di frontiera senza legge e senza regole, ultima tappa delle mandrie che si spostavano verso il Kansas che, quando fu raggiunta dalla ferrovia, diventò il più grande mercato americano dei bovini, senza per questo rinunciare ad essere un paradiso per cowboy e fuorilegge.
Piccola e di origini tutt'altro che nobili, Forth Worth era una città di frontiera senza legge e senza regole, ultima tappa delle mandrie che si spostavano verso il Kansas che, quando fu raggiunta dalla ferrovia, diventò il più grande mercato americano dei bovini, senza per questo rinunciare ad essere un paradiso per cowboy e fuorilegge.
Il commercio del bestiame è ancora oggi la sua grande ricchezza e nelle sue strade si continua a respirare quell'atmosfera di città più "western" del Texas, anche se sotto questa scorza così ruvida cova una fervente vita culturale.
IL BUSINESS DI METROPLEX
Che ci fanno oltre 5 milioni di persone concentrate in un'area che comprende due grandi città come Dallas e Forth Worth ed altri 169 centri minori (dei quali uno, di soli 1.700 abitanti, si chiama Italy)?
La risposta è in un adagio che recita: "Se non lo si vende a Dallas, nessuno se lo comprerà". Corre sulla bocca dei buyers che da tutta l'America convergono qui per partecipare ogni anno ad almeno 32 fiere dell'abbigliamento e dell'arredamento.
Quella del commercio all'ingrosso è un'attività che ha conosciuto il suo grande sviluppo in tempi relativamente recenti, quando nel 1957 è stato inaugurato il Dallas Market Center, oggi trasformatosi in un complesso che conta numerosi centri espositivi permanenti specializzati in arredamento, informatica, accessori per abbigliamento, materiali ed accessori per la casa e, soprattutto, abbigliamento maschile.
Una frenesia di affari che ha portato l'area di Metroplex a diventare il più importante centro degli Usa per il commercio all'ingrosso, il secondo per l'organizzazione di fiere e mostre ed il terzo per numero di società con guadagni superiori al milione di dollari.
STOCKYARD AREA
Due miglia a Nord del centro di Forth Worth, raggiungibile dal centro della città con il "Tarantula" steam train, l'antico treno a
vapore perfettamente restaurato, merita una visita la Stockyard Area, uno dei pochi esempi americani di distretto storico restaurato e non ricostruito in cartapesta ad esclusivo uso dei turisti
della domenica.
Qui si possono rivivere le atmosfere genuine dell'epopea western, quando questa era considerata la "più ricca piccola città del mondo".
Chi è alla ricerca di uno shopping originale, potrà attardarsi da Fincher's, negozio specializzato in abiti ed accessori da rodeo, oppure alla Maverick Trading Post che vanta un grande assortimento di abiti, accessori e decorazioni per cowgirl.
INATTESI PAESAGGI COLLINARI
Nella regione meridionale del Texas centrale si individua un'altra area dalla personalità ben precisa. Dopo le pianure del Texas orientale, la rude bellezza di questa
parte dello stato, chiamato "The Hill Country", si rivela come una sorpresa. Colline rocciose ricoperte da un manto di cespugli di ginepro sono tagliate da fiumi dalle chiare acque verdi. Ai
bordi delle strade i daini saltano oltre le staccionate di legno di cedro e prendono il volo stormi di colombe.
Qui, l'agricoltura è stata la spina dorsale dell'economia locale soprattutto a partire dalla metà dell'800, quando le popolazioni Comanche furono confinate nelle
riserve. Le fortune delle piantagioni di cotone lavorate dagli schiavi erano già tramontate, ma le piccole comunità insediate nella Hill Country da immigranti polacchi, cechi, norvegesi e
svedesi, mantennero, fino a tempi recentissimi, le tradizioni, l'architettura e la lingua delle loro terre di origine.
Grandi allevamenti di bestiame cominciarono a pascolare in questi territori dopo la Guerra Civile giocando un ruolo determinante nello sviluppo di San Antonio.
Un'altra sorpresa è il carattere tedesco della Hill Country. Gli immigranti tedeschi si stabilirono nella città di New Braunfels nel 1845 e più tardi si spinsero ad
Ovest per fondare i villaggi che oggi rendono ridente quest'area. La tradizione tedesca di Fredricksburg, Boerne ed altre città è evidente nelle loro birrerie, nelle feste e perfino nelle
costruzioni.
Tutta la verde e fertile Hill Country gravita intorno a due delle più piacevoli città del Texas: San Antonio ed Austin.
CASE DELLA DOMENICA
Le profonde radici germaniche della Hill Country sono testimoniate anche dalla "case della domenica" che ancora oggi si possono
visitare, perfettamente conservate, intorno a Boerne, a Fredricksburg e a molte altre cittadine di questo territorio.
Costruite nella seconda metà dell'Ottocento, erano semplici e piccole costruzioni in legno e pietra calcarea erette dai coloni che le utilizzavano alla domenica quando dalle loro fattorie disperse nella campagna si recavano con tutta la famiglia in visita alla città per gli acquisti e la funzione religiosa.
AUSTIN: CAPITALE, MA SOTTOVOCE
Austin, in particolare, capitale dello stato e sede della prestigiosa University of Texas, contribuisce a dare alla regione quei tratti di personalità politica ed
intellettuale che mancano decisamente al resto dello stato. Era solo una minuscola comunità sulle verdi rive del tratto texano del Colorado River quando Mirabeau B. Lamar, presidente della
Repubblica, nel 1839 suggerì che essa potesse essere una capitale migliore della acquitrinosa e malsana Houston. Le prime costruzioni dovettero essere realizzate con l'ausilio di scorte armate
che le difendevano dagli affamati Comanche che le tenevano d'occhio dalle colline circostanti, ma a dispetto della sua critica collocazione, la città riuscì a svilupparsi.
Oggi, indossa questa sua veste da capitale con molta noncuranza e sembra più che altro votata al quieto vivere. Dagli anni '60 questa città tranquilla e ben vivibile è
diventata un paradiso per artisti, musicisti e scrittori, e una atmosfera creativa aleggia per tutto l'abitato.
Molti visitatori vengono soprattutto per la musica. I musicisti locali sono rinomati per le loro rivisitazioni della tradizione texana della country music, folk e rock, spesso abdicando alle proprie radici contadine per utilizzare lo straordinario contesto urbanistico di Austin come trampolino verso una fama di dimensione nazionale.
Verso la metà degli anni '80 Austin fu la pista di lancio del "New Country Sound" e musicisti alla ricerca del successo ancora oggi si affollano sugli autobus che da ogni angolo del Texas portano ad Austin tentando la fortuna nelle centinaia di postazioni che la città offre loro per esibirsi.
Austin è una delle poche città del Texas dove passeggiare, andare in bicicletta o stendersi sull'erba è più normale che andare in giro con una grossa automobile.
Certo, non è completamente esente dai problemi della crescita urbana ma trasmette una meravigliosa sensazione di sicurezza ai suoi visitatori, perfino alle donne che circolano da sole.
La presenza del grande campus della University of Texas contribuisce ulteriormente a migliorare l'atmosfera anche se talvolta il folle tifo per la locale squadra di football, i Longhorns, può apparire asfissiante.
AUSTIN SOUND
La fama di Austin come patria della "outlaw country music", la musica country eretica, nasce negli anni '70 quando Willie Nelson e
Waylon Jennings, delusi da Nashville, diedero qui l'avvio ad un movimento che rinnovò la musica sentimentale country e western con una sostanziosa iniezione di rock'n'roll. Il grande pubblico di
giovani universitari che affollano i college di Austin fu un terreno fertilissimo per lo sviluppo di queste tendenze e quel processo non si è mai fermato: oggi, quello che viene definito l'Austin
Sound, è un melange di country, folk, blues, tecniche psichedeliche e influenze "alternative", espresse con grande preminenza delle basi acustiche e delle chitarre.
La Sixth Street e' il naturale palcoscenico delle band che si esibiscono per strada. Per una fruizione più formale, sono consigliabili il Broken Spoke, il Continental Club ed il Backyard, tutti dedicati al country nelle sue varie sfumature, mentre Antone's è da sempre il tempio incontrastato del miglior blues.
LAPACIFICA CULLA DELLA RIVOLUZIONE
130 chilometri ed ecco, improvvisa e festosa, profilarsi San Antonio. Benché sia stata il perno intorno a cui ha ruotato tutta la storia dello stato, non ha nulla che la possa accomunare all'immagine stereotipata del Texas, orfana, come appare, tanto dello skyline futuristico delle città petrolifere, quanto del paesaggio di arbusti polverosi del selvaggio West. Situata nel centro geografico del Texas, San Antonio racchiude in se' un crogiolo di tutte le realtà etniche e sociali dello stato.
Benché siano stati soprattutto i tedeschi ad influenzare la sua architettura, la sua cucina e la sua musica, la San Antonio di oggi è prevalentemente ispanica: la grande quantità di ristorante Tex-Mex, la prevalente diffusione della fede cattolica, un campus universitario messicano ed i tabelloni pubblicitari in lingua spagnola, tutti accreditano una profonda influenza della cultura "texicana".
Fondata nel 1691 da missionari spagnoli, San Antonio diventò una guarnigione militare nel 1718 e fu urbanizzata dai coloni anglo-americani tra il 1720 ed il 1740 sotto il programma di colonizzazione di Stephen F. Austin. Dopo la guerra civile essa diventò una vera e propria "città del peccato", dove si beveva smodatamente ed altrettanto smodatamente si competeva nel cuore degli imperi degli allevamenti e del petrolio.
San Antonio è oggi la nona città degli USA per popolazione ma, nonostante questo, rimane una comunità senza stress e con una dimensione umana, grazie ad una fortunata combinazione di calore umano da piccola città, rispetto per le diversità ed una fiducia in se stessa radicata nella sua stessa storia.
LA MISSIONE DI ALAMO
San Antonio è famosa soprattutto per la battaglia di Alamo del 1836 quando il generale messicano Santa Anna, nel tentativo di soffocare le aspirazioni di indipendenza degli Anglo-Americani, spazzò via un manipolo di volontari texani asserragliati in questa missione oggi circondata dai grattacieli: è per questo che San Antonio, da sempre, rivendica il ruolo di "culla della rivoluzione".
RANCH E DESERTI
Al di là della Hill Country, il Texas diventa parte integrante dell'arido West. I cedri si mischiano ai rovi di mesquite, i mesquite ai deserti ricoperti di cactus. Nel
Nord, i campi di cotone e le fattorie lasciano il posto agli sterminati ranch ed ai campi di grano del Panhandle, ultima propaggine dei Grat Plains, un territorio che i residenti propagandano
come "il vero Texas" e che forse più di tutti gli altri aderisce allo stereotipo texano che risiede nella mente di ognuno di noi.
I cowboy si prendono tuttora cura di questi ranch, alcuni dei quali raggiungono estensioni di decine (e talvolta centinaia) di migliaia di ettari. Gran parte della
prateria erbosa, fino ai piedi delle Guadalupe Mountains, al confine occidentale dello stato, è utilizzata per l'allevamento di mandrie brade di bovini e di pecore. (Box: Guadalupe Mountains
National Park).
A Sud di queste montagne ci sono i Chisos, area che gli esploratori spagnoli considerarono assolutamente inospitale. Ma questo non impedì che alcuni cercatori e altre anime intrepide si avventurassero fin oltre l'ansa del Rio Grande che risale verso Nord per 80 miglia e che poi fu conosciuto come il Big Bend Country.
Poi, il Rio Grande riprende a scendere verso Sud segnando il confine con il Messico fino a sfociare in mare appena sorpassata Borwnsville.
BIG BEND NATIONAL PARK
Il Rio Grande ha intagliato coloratissimi canyon attraverso il deserto montagnoso del Texas occidentale, il cui complesso forma il
Big Bend National Park.
Nell'area si concentra anche un vasto assortimento di esemplari vegetali, tra cui il "dagger" gigante, una rara varietà della yucca. Se ne possono attraversare ampi tratti in auto partendo da Panther Junction, ma è molto più suggestivo visitare il parco a cavallo con una guida.
LA GULF COAST
Di qui, spingendosi verso Est, il litorale del Sud del Texas forma una grande arco che, dopo aver oltrepassato il mostro urbanistico di Houston, prosegue fino a
Beaumont, patria del primo grande giacimento petrolifero texano, spingendosi infine oltre il confine della Luisiana e chiudersi sul versante marino alle spalle di New Orleans. (Box:
petrolio)
Geograficamente e culturalmente, questa area ha due facce distinte. A Sud, dove si vive l'eccitante atmosfera dei villaggi di frontiera, passaggio obbligato per
sconfinare in Messico alla ricerca di shopping e divertimento a prezzi stracciati, l'influenza spagnola si espande verso Nord lungo la fertile valle del Rio Grande.
Ad Est ci sono i villaggi turistici marini delle praterie che si staccano dalle colline e dalle foreste del Texas orientale. La maggior parte della costa mostra i segni di un tumultuoso sviluppo della proprietà privata e della commercializzazione, ma ci sono ancora spiagge incontaminate lungo i litorali di Padre Island National Seashore.
Un clima caldo, umido e insopportabile accomuna tutto il Sud del Texas e questo contibuisce in maniera determinante alle fortune turistiche della Gulf Coast che si concretizzano nella teoria incessante di condomini che svettano, talvolta per miglia e miglia, proprio di fronte al mare. Il clima del litorale varia dal salutare di Glaveston al subtropicale del confine messicano, ma ovunque è ventilato, in qualche caso anche troppo: Corpus Christy contende a Chicago la palma di città più ventosa degli States e proprio qui i devastanti uragani dei primi anni del Novecento riuscirono a distruggere ogni cosa, tranne la sua florida economia.
Le possenti maree che erodono progressivamente le spiagge mettono seriamente a rischio lo sviluppo stesso del turismo ma, per il momento, Galveston prospera offrendo storia, shopping e sollievo a buon mercato per la ansiosa Houston, mentre nel Sud, Corpus Christy si conferma come la miglior base di partenza per godersi le spiagge di Padre Island; così come da Rockport si parte alla scoperta dell'Aransas National Wildlife Refuge, dove trovano rifugio gru, armadilli e alligatori
PADRE ISLAND
Questa isola piatta che si estende come una barriera di fronte alla costa per oltre 80 miglia è una meta turistica che attira turisti
in ogni mese dell'anno.
E' un vero paradiso per i raccoglitori di conchiglie e i pescatori subacquei e conserva sterminate coste incontaminate di sabbia bianca, palestra ideale per l'esercizio dell'ozioso sport della tintarella.
IL PETROLIO
Nel 1894, prima che il petrolio venisse considerato l'"oro nero", dei lavoratori che stavano costruendo l'acquedotto di Corsicana, una cittadina situata 100 km a Sud di Dallas, furono mortificati dal fatto che il frutto delle loro fatiche fosse petrolio anziché acqua.
Comunque, presto trovarono un modo per utilizzare questa prima risorsa petrolifera dello stato, cospargendo le strade con quel liquido denso ed ottenendo così l'effetto di eliminare quasi completamente la polvere.
Tre anni dopo, sorgeva qui una delle prime raffinerie del Texas e Corsicana fu la prima città ad utilizzare il gas naturale come combustibile e per l'illuminazione pubblica, ed il gasolio per le locomotive.
IL FASCINO AMBIGUO DI HOUSTON
La gigantesca, cosmopolita Houston domina questo territorio: la sua florida economia ha permesso un grande fiorire delle arti e delle attività intellettuali, anche se,
ultimamente, il suo strapotere sembra schiacciare più che catalizzare il resto della regione.
Non si può comprendere il Texas se non si visita Houston, ma bisogna arrivarci preparati: è una città bestiale, sgraziata, resa folle e caotica dallo sviluppo abnorme
degli anni del boom petrolifero, quindi traumatizzata dall'improvvisa caduta degli anni '80. E' un luogo soffocante, asfissiato dal traffico e con livelli di criminalità elevati al pari del
surreale skyline della sua downtown.
Nonostante questo, sarà per la sua assoluta energia, per il suo inflessibile orgoglio texano e, soprattutto, per il suo rifiuto di prendersi completamente sul serio, Houston cattura il visitatore con il suo fascino perverso in cui l'eccentrico e il sordido si mescolano come due diverse facce del potere. In realtà non ci sono nemmeno buone ragioni che giustifichino l'esistenza stessa di Houston: essa fu fondata nel 1837 su un lembo di terra fangosa da due fratelli di New York che speravano di farne la capitale della appena costituita Repubblica del Texas.
Benché la decantassero insistentemente come un porto dalle grandi potenzialità e come città dalle notevoli (ma assolutamente immaginarie) attrazioni urbane, nel 1939 Austin le fu preferita come capitale.
A dispetto di questa sconfitta, fin da allora Houston cominciò a guadagnarsi una certa reputazione come piazza commerciale.
Il petrolio, scoperto nell'area nel 1901, diventò, insieme al cotone e alle attività immobiliari, il fondamento di inestimabili fortune private che spesso diedero luogo a notevoli attività filantropiche volte al miglioramento della città stessa.
Si trattava, per lo più, di interventi di cosmesi urbanistica che hanno lasciato pressoché intatte le grandi contraddizioni del tessuto urbano dove la più profonda
povertà coesiste con il benessere più ostentato.
Tutto sommato, possiamo affermare che Houston è l'immagine più fedele del Texas di oggi, quel Texas dove in meno di due secoli cotone, bestiame e petrolio hanno creato
i miti smisurati che lo circondano, dove l'evolversi dell'economia ha consegnato un ruolo dominante alla finanza e ai commerci, dove il cambiamento è stato digerito e metabolizzato senza nemmeno
scalfire quella mistica texana che costituisce l'anelito vitale di ogni uomo e donna, misero o miliardario, che vive da queste parti.
IL CENTRO SPAZIALE DI HOUSTON
25 miglia a Sud-Est di Houston si può visitare il Lyndon B. Johnson Space Center da dove vengono controllati tutti i voli spaziali
americani.
Gli headquarters del progetto spaziale della NASA hanno una vasta area espositiva dove è possibile visionare straordinari film e fotografie prese dallo spazio.
Al di là del suo valore assoluto, per i Texani questo centro rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio: grazie alle sue attività la prima parola pronunciata dall'uomo sulla luna è stata "Houston".
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