Parlando di Borgogna, la forma altro non è che il modo in cui la sua sostanza si interfaccia con chi la vuole visitare e, per comodità, l’abbiamo esemplificata in un itinerario che, molto arbitrariamente, inizia a Sens, porta d'ingresso della Borgogna per chi proviene da Parigi, per addentrarsi via via nel cuore della regione, dove dominano il romanico delle abbazie e trionfano rigogliosi i vigneti.

Di qui verso Mâcon, e Cluny, ad annusare i primi sentori del Midi, per terminare nel verde profondo del Morvan.

 

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SENS

In felice posizione alla confluenza della Yonne e del Vanne, Sens fu una delle più antiche città della Gallia ed uno dei più importanti centri del Cristianesimo. Il suo arcivescovo, Primate della Gallia, presiedeva a sette vescovi, tra cui quello di Parigi.

Fu così che nella Cattedrale di Saint-Etienne, la prima in stile gotico, fa celebrato. nel 1234, il matrimonio del re San Luigi e di Margherita di Provenza.

Mossa ed arricchita da due torri, di cui la più antica rimasta incompiuta, la facciata della cattedrale presenta tre portali di alta fattura. In quello centrale svetta la statua di Saint-Etienne, sfortunatamente la sola risparmiata dalla Rivoluzione, ma sufficiente a suggerire l'idea della maestosità generale della facciata.

La cattedrale è bellissima. Iniziata nel 1140, ha ancora accenti romanici ma già si slancia nei transetti "flamboyants" con grande eleganza.


Iniziata nel 1140, ha ancora accenti romanici ma già si slancia nei transetti "flamboyants" con grande eleganza. Certe vetrate inoltre, sono autentici capolavori. Quasi integrati alla cattedrale, si trovano il Palais Synodal e l'Arcivescovado.

Nelle sale di questi edifici, progressivamente restaurati, sono state riunite tutte le collezioni della città, da quelle preistoriche a quelle romane (pregevole la ricomposizione della facciata delle Terme Romane, le sculture monumentali dell'epoca gallo-romana e alcuni grandi mosaici).

Da non perdere, nelle tre sale adiacenti la cattedrale, la visita del prezioso Tesoro degli Arcivescovi.

JOIGNY

L'antica città è un delizioso agglomerato formato da cinta concentriche di mura, originatesi intorno a un castello, sorto al posto della fortezza costruita da Rainard il Vecchio, primo conte di Joigny, che, nel corso del XI secolo, fu circondato da mura, fortificato da sette torri, di cui una sola è rimasta, e servì come prigione fino a una quarantina d'anni fa.

Questo primo ordine di mura aveva un'unica porta, la porta Saint-Jean, da poco restaurata.

Quando intorno al castello sorse una vera città, si alzò una nuova cinta di mura, aperta su tre porte e, nel XIII secolo, altre mura vennero a circondare il quartiere di Saint-Thibault dove abitavano contadini e vignaioli, con quattro porte di cui solo quella di Bois è rimasta a sfidare il tempo.

La città è tutta da girare a piedi, di vicolo in vicolo, di piazzetta in piazzetta, alla scoperta di angli deliziosi quali la Casa del Bailli, una delle più belle e antiche costruzioni in legno, risparmiata dall'incendio del 1530.


Oppure quella in cui soggiornò San Vincenzo da Paola, che fu precettore dei figli del conte di Joigny, o la casa natale di Santa Maria Maddalena.

Un'attenzione particolare meritano la chiesa di Saint-Thibault (1529), con la bella statua equestre del santo sopra il portale nord e, all'interno, la stupenda statua della Vergine del Sorriso, e la chiesa di Saint-Jean, la cui volta rinascimentale è il capolavoro di Jean Chercau padre e figlio.

AUXERRE

Auxerre, città storica sulla riva sinistra della Yonne, offre uno dei più bei panorami urbani di tutta la Francia. Seguendo un'antica stradina che parte dal lungofiume si giunge alla cattedrale di Saint-Etienne, di cui impressiona la profusione di sculture della facciata, dominata dal campanile di stile gotico fiammeggiante.

All'interno, notevoli il coro e le immense vetrate del XII secolo, opera dei maestri vetrai di Troyes. Dal deambulatorio, si accede alla cripta del secolo XI, vestigia dell'edificio romanico che aveva preceduto l'attuale cattedrale e famosa per l'affresco, anch'esso romanico, del "Cristo a cavallo".

Ad ovest della piazza Saint-Etienne, si estende la città alta, con le strade pedonali fiancheggiate da antiche case.

Dal deambulatorio, si accede alla cripta del secolo XI, vestigia dell'edificio romanico che aveva preceduto l'attuale cattedrale e famosa per l'affresco, anch'esso romanico, del "Cristo a cavallo".

Ad ovest della piazza Saint-Etienne, si estende la città alta, con le strade pedonali fiancheggiate da antiche case.


L'immenso orologio astronomico del Quattrocento, al di sopra di una delle antiche porte fortificate della città, domina la folla dei passanti. fra i quali appare il pittoresco profilo immobile di una vecchina, tutta fiorita: è il monumento eretto in onore della poetessa di Auxerre, Marie Noël.

Nella parte bassa della città, dal mare di casette del quartiere dei battellieri, emerge l'antica abbazia di Saint-Germain con il suo svettante campanile romanico, miracolosamente intatto, come pure gli edifici monastici che si raccolgono attorno al chiostro, nelle cui sale sono ordinate le collezioni artistiche ed archeologiche del Museo della città. Da non perdere, la visita dello straordinario insieme cripte, unico in Europa, disposto intorno al luogo della sepoltura del vescovo Germano, deceduto a Ravenna nel 448.

Caratterizzata da volte strette su colonne e travi di quercia, quest'architettura carolingia è circondata da un deambulatorio ornato dei più antichi affreschi conosciuti in Francia, nei quali è rappresentato il martirio di Santo Stefano. Cappelle gotiche sovrapposte, dalle volte a dieci costoloni, incastonano le cripte carolinge ad oriente, al di sopra della piazza du Coche d'Eau.

VÉZELAY

Il tratto distintivo della città è la Basilique Ste-Madeleine, che incorona la collina con il suo lungo profilo messo in risalto da due alte torri visibili già da grande distanza.

Nel medioevo, la basilica era uno dei i centri principali di pellegrinaggio, assieme a Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela; ed uno dei quattro luoghi ufficiali di raduno sulle vie di San Giacomo. Di qui partì, nel 1190, la terza crociata, sotto il comando dei re di Francia e d'Inghilterra.

L'interno della basilica è di grande fascino, tutto un avanzare dall'ombra alla luce, una sorta di immenso libro illustrato con immagini scolpite nella pietra, sotto il baldacchino delle alte volte.

Dopo la penombra del nartece, dominato dal gran timpano del portale centrale, si scopre la luminosità della vasta navata e di colonna in colonna, scolpita nei capitelli, tutta una successione di scene tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento e da leggende di santi, di allegorie e di semplici motivi decorati. Il capolavoro, fra tutti, è senza dubbio il capitello del Mulino mistico che riassume, in una sola pietra incisa dalle mani dell'artefice del gran timpano, la storia dell'Eterna Salvezza. Il coro gotico, intriso di luce, costituisce la parte più recente dell'edificio.

AVALLON

Cinta da bastioni che risalgono alla fine del Medioevo, la città è un susseguirsi di edifici storici, tutti raccolti nel perimetro dell'antico castello. Il monumento più importante della città, è la Eglise St-Lazare, una collegiata romantica del XII secolo dedicata a San Lazzaro. La sua principale attrattiva sono i sorprendenti portali adorni di una profusione di sculture: dai segni dello zodiaco alle attività dei mesi dell'anno, alle foglie di vite, fino alle scene dell'apocalisse, l'artista ha lasciato, qui, un vero fuoco d'artificio pietrificato dell'arte scultorea della fine dell'epoca romanica.

Dopo l'immancabile giro della città sui bastioni, da cui si possono ammirare le numerose e pittoresche vedute panoramiche, si potrà approfondire la scoperta artistica e storica della città presso il Museo dell'Avallonnais, accanto alla chiesa di St-Lazare, per proseguire poi nelle sale, a tema più leggero, dell'incantevole Museo del Costume oppure visitando la mostra dell'Abattoir, dedicata alle tradizioni agricole ed artigianali del territorio.

Per gli appassionati del genere, da non perdere una deviazione al castello di Montjalin, a due passi dalla città, per visitare l'insolita collezione di limousine del Museo dedicato alle Macchine dei Capi di Stato.


MONTRÉAL

Alta sul fiume Serein, Montréal è una cittadina pittoresca che può offrire qualche ora di relax passeggiando nell'atmosfera magica del suo borgo di case, risalenti prevalentemente ai secoli XV e XVI, stretto dentro la cerchia delle mura e delle torri duecentesche.


Da visitare, la chiesa costruita nella seconda metà del XII secolo, pregevole esempio di stile gotico-primitivo, con un bel Coro e scene intagliate dell'antico e nuovo Testamento del 1526.

Una città medioevale, molto ben conservata, che appare all'improvviso al viaggiatore, arroccata su uno sperone di granito, con i suoi bastioni circolari trecenteschi, le torri, le porte e la collegiata. L'accesso più suggestivo è attraverso il Pont Joly, sul fiume Armançon.

Uno dei monumenti di più grande rilievo e ricchezza artistica di Semur-en-Auxois è l'Eglise Notre Dame, costruita tra i secoli XII e XIV. Notevoli, le vetrate che illustrano la vita di Santa Barbara e scene di vita quotidiana, e il timpano del portale in cui sono illustrate le fasi salienti della vita di San Tommaso.

Poco fuori città, d'obbligo una visita allo Château d'Epoisses, straordinario complesso di origine medioevale, all'interno del cui fossato si concentrano torri, abitazioni, colombaie e altri manufatti in cui si combinano magistralmente elementi architettonici che spaziano fino al XVII secolo.

Una meta da non mancare anche per i golosi, che non si lasceranno sfuggire l'occasione per degustare uno dei più rinomati formaggi di Borgogna, prodotto proprio a Epoisses.

DIJON

La capitale della Borgogna ha conosciuto un passato di gloria con i grandi Duchi d'Occidente, da Filippo l'Ardito a Giovanni senza Paura, Filippo il Buono e Carlo il Temerario, i quali le diedero un'impronta indelebile e la fecero brillare di vita culturale ed artistica che non ebbe confronti.

 

Tutti i suoi tesori sono circoscritti nei confini delle antiche mura, innalzate, a metà del XII secolo, ma oggi scomparse per lasciare il posto agli ampi viali che la circondano.

Tra piazza Darcy e piazza 30 Ottobre, tra piazza della Repubblica e piazza Wilson scorre l'isola pedonale, un'oasi urbana da godere dimenticando la fretta e gli affanni.


Passeggiando per le sue strade, meritano particolare attenzione l'Eglise St-Etienne, costruita nell'XI secolo e più volte rimaneggiata, sormontata da una caratteristica lanterna aggiunta nel Seicento, e i meravigliosi hôtels particuliers, palazzi aviti che i notabili, i ricchi mercanti, i politici, gli uomini di corte si fecero costruire, a partire dal XIII secolo fino al XVIII secolo nel quartiere del Palazzo di Giustizia e della Prefettura. Oppure il "Pozzo di Mosé", ultimo reperto rimasto della sontuosa Certosa di Champmol, originariamente un mausoleo di famiglia fatto costruire da Filippo il Temerario, anch'essa vittima dell'ondata di sventatezze che accompagnarono la Rivoluzione Francese.

Questo era il luogo emblematico in cui si decise il glorioso destino della città, al tempo in cui i grandi e fastosi Duchi vi crearono un cenacolo d'arte e d'artisti il cui splendore è ancora tangibile viaggiando per le città e i villaggi della Borgogna.

Palais des Ducs

Dell'immenso e sfarzoso Palazzo dei Duchi non rimangono che pochi segni: la Torre di Bar, le antiche cucine, un bel giardino, la sala del "Chapitre" e, soprattutto, la sala di rappresentanza, con le tombe di Filippo l'Ardito e di Giovanni senza Paura, decorate con la stupenda processione dei "piangenti", opera dello scultore Claus Sluter.


Anche se della Santa Cappella ducale dove nacque l'ordine prestigioso della Toison d'Or, grazie anche a Filippo il Buono, non resta nulla, qui aleggia ovunque la gloria del grande secolo d'Oro.

Musée des Beaux-Arts

Le sale del Palais des Ducs ospitano anche l'interessantissimo Museo delle Belle Arti, testimonianza vivente dell'illuminato mecenatismo dei Duchi di Borgogna.

Di grandissimo rilievo sono le sue collezioni di arte pittorica che spaziano dai grandi maestri fiamminghi e olandesi ai primitivi svizzeri e tedeschi, alle opere moderne e contemporanee, soprattutto francesi. Dalle sale del museo si può accedere alla Tour Philippe de Bon, da cui si gode un bella vista d'insieme della città.

Notre-Dame

Magnifico esempio di chiesa gotica del XII secolo, la deliziosa Notre-Dame si impone per la sua facciata disegnata da fini arcate in cui trova spazio un esercito di "gargouilles", busti aggettanti di sataniche raffigurazioni, una elegante navata e il campanile sormontato dal famoso orologio Jaquemart.

St-Michel

Le tormentate vicende della sua costruzione, protrattasi per quasi tre secoli, dal Quattrocento al Seicento, hanno contribuito a caratterizzare la forte personalità di questa chiesa, nella cui facciata si mescolano disinvoltamente lo stile gotico fiammeggiante originario ed elementi architettonici squisitamente rinascimentali.

Di grande pregio, la ricca decorazione del portico, in cui si alternano motivi di ispirazione biblica e temi mitologici.


Musée Magnin

Ospitato in un sontuoso palazzo patrizio seicentesco, il Musée Magnin raccoglie preziose collezioni di pittura francese e straniera che spaziano dal Cinquecento all'Ottocento, nonché un vasto assortimento di rari mobili d'antiquariato.

St-Bénigne

Benché resti ben poco dell'originale abbazia benedettina dell'XI secolo, la cattedrale Saint-Bénigne riesce comunque a sorprendere il visitatore, soprattutto grazie alla sua impressionante cripta, ornata da una tripla cerchia di colonne con capitelli risalenti al tempo della sua fondazione.

 

Nel dormitorio dell'antica abbazia si può visitare il museo archeologico dove sono esposte importanti statue votive gallo-romane.


LA ROUTE DES GRANDS CRUS

Il percorso più affascinante per raggiungere Beaune da Digione segue la Route des Grand Crus, un itinerario attraverso i più celebri vigneti del mondo che inizia nell'immediata periferia meridionale della città e prosegue verso Sud per una trentina di chilometri, seguendo il corso della Saone.

I vigneti, fittissimi, si adagiano su colline dolci e basse e si snodano attraverso i comuni di Marsannay-la-Cote, Fixin, Gevrey-Chambertin, Morey Saint Denis, Chambolle Musigny, Vougeot, Vosne Romanée e Nuits-St-Georges, per proseguire, oltre Beaune, fino a Meursault e Chagny.

Qui l'esaltazione dell'enologia raggiunge i massimi livelli ed il palato allenato saprà distinguere, di comune in comune, sottili differenze, sfumature e profonde emozioni gustative.

Le aziende vinicole di maggiore prestigio sono ospitate in dimore storiche molto ben tenute e facilmente visitabili in orari evidenziati in una segnaletica diffusa e molto chiara. Tra tutte, da non mancare almeno la visita di Clos de Veugeot, che emerge come un cuscino di pietra dalla distesa di vigneti di Pinot nero e Chardonnay, già cantina al tempo dei monaci di Citeaux.

BEAUNE

Beaune è, a buon diritto, la capitale del vino della Borgogna. Qui, le cantine di degustazione si trovano dappertutto, sotto i conventi e le antiche mura, nella cripta di un'antica chiesa, nel chiostro di un convento o nei sotterranei di antichi palazzi.

L'Hôtel-Dieu

Il grande capolavoro di Beaune è il suo ospedale, il famoso Hospíces de Beaune la cui facciata semplice non fa certo presagire la grandiosità dell'interno. Appena varcata la soglia, si rimane abbagliati dalla luce dei tetti policromi su cui si innalzano abbaini, guglie e pinnacoli, contrappuntati dal candore della pietra degli archi e dai colori austeri dei loggiati in legno della corte rettangolare.

Costruito nel 1443, per volere del cancelliere di Filippo il Buono, Nicolas Rolin e della sua sposa Guigonne de Salins, l'Hôtel-Dieu ricorda i legami che univano allora la Borgogna alle Fiandre.

Le tappe della visita si snodano tra la Grande Sala dei Poveri, dal pregevole soffitto decorato con sculture e dipinti, lungo le cui pareti si allineano i 28 letti a baldacchino che al tempo ospitavano anche più infermi colpiti dalla stessa malattia, la farmacia, con la curiosa collezione di antichi medicamenti conservati in vasi in ceramica, e la cucina in cui, presso il caminetto gotico, si può ammirare un singolare robot di legno della fine del '600 che forniva il movimento ad uno spiedo meccanico.


Passando per le stanze di Sant'Ugo e di Sant'Anna, tra pregevoli affreschi di Isac Moillon ispirati al tema dei miracoli di Gesù e quadri ed arazzi che illustrano le attività quotidiane dell'antico ospedale, si giunge alla stanza di San Luigi che si affaccia sulla straordinaria visione del polittico del "Giudizio Universale" di Roger Van der Weyden, opera dalla vita travagliata a causa delle numerose figure nude ed ora riportata alla condizione originaria.

Notre-Dame

Davanti a una deliziosa piazza, apre il suo maestoso portale la bella Collégiale Notre-Dame, chiesa di ispirazione cluniacense la cui costruzione iniziò nel 1120, caratterizzata dalla bella navata dalle volte a culla rovesciata.

 

Nell'interno, dietro l'altare maggiore, meritano attenzione i cinque splendidi arazzi in lana e seta del XV secolo in cui, con tratti stilistici influenzati dall'arte rinascimentale italiana, sono illustrate 19 scene della vita della Vergine.

Dietro l'abside della chiesa si innalza, un po' scostata, la torre dove Filippo l'Ardito fece mettere un orologio, proveniente dalle Fiandre.


Musée du Vin de Bourgogne

Il palazzo dei Duchi di Borgogna, proprio a ridosso della piazza della Collegiale, si presenta con una dimessa facciata in gotico fiammeggiante, quasi in contrasto con il bel cortile interno, leggiadro e lieve come la scenografia di un 'operetta.

Al suo interno si aprono le sale del Musée du Vin de Bourgogne, uno spaccato di tecnica e storia, indispensabile per comprendere a fondo il valore, non solo enologico, dei vini di questa terra.

Da non perdere, la preziosa collezione di arazzi d'Aubusson, di Lureat e di Michel Tourlière.


CHALON-SUR-SAONE

In un territorio totalmente immerso in un glorioso passato, Chalon-sur-Saône, si svincola da questo scenario, imponendosi al visitatore prima di tutto come "la città della fotografia". Qui, infatti, viene celebrato con uno splendido museo Nicéphore Niepce, inventore della fotografia nel 1816; cui si aggiunge la presenza dell'unica fabbrica Kodak esistente in Francia e, dal 1986, un Festival cinematografico che anno dopo hanno si sta imponendo come punto di riferimento delle nuove tendenze del cinema europeo.

Il Museo Niepce, situato negli splendidi edifici delle "Messageries Royales" che risalgono al XVIII secolo, è molto vasto e copre tutti gli aspetti della storia e della tecnica della fotografia, dagli albori ai giorni nostri, insieme a esposizioni periodiche di fotografia contemporanea.

 

La visita della città vecchia è ricca di sorprese, in un susseguirsi interminabile di antiche facciate, sculture e palazzi.


Meritano una visita l'antica cattedrale di Saint-Vincent ed il suo chiostro, la Place Pierré Chenu, magistralmente restaurata, e Place Saint-Vincent, luogo ideale per degustare un vino fresco e leggero della Cóte Chalonnaise, comodamente seduti alla terrazza di un bar.

Per chi vuole approfondire, d'obbligo una visita alla "Maison des Vins de la Cóte Chalonnaise" dove sono disponibili, per la degustazione e la vendita, i migliori crus selezionati della regione.

TOURNUS

Cittadina medioevale caratterizzata da un intrigo di viuzze pittoresche che si diramano dalla via principale, Tournus nacque come horreum castrense ad uso delle legioni romane in marcia sulla Via Agrippa lungo la Saona.

Il centro urbano, però, si sviluppò intorno al luogo della sepoltura di San Valeriano, decapitato nel 179, prima in forma di piccola comunità monastica che diede poi ad uno dei più importanti centri religiosi della Borgogna, l'Abbaye de St-Philibert.

 

Le due torri che fiancheggiano l'ingresso occidentale dell'abbazia testimoniano il suo stile ancora difensivo come è confermato anche dalla facciata della chiesa con l'alto muro solo animato da arcate dette "lombarde" e dotato di feritoie come una fortezza.


La chiesa attuale risale a una costruzione successiva del 960 ed è resa meno severa dalla presenza dei due campanili scolpiti del XII secolo.

Nell'interno, di grande effetto il gioco di luci ed ombre che dall'oscurità del nartece passa alla navata centrale, illuminata dalle alte finestre delle volte trasversali, per giungere ai bianchi e lisci blocchi di pietra del coro costruito nel XII secolo. Dalla cripta al chiostro, passando per la Cappella Saint-Michel, la visita si prolunga nella parte conventuale, verso la sala capitolare gotica, il corpo centrale, il refettorio dei monaci e le loro celle.

MÂCON

Considerata la porta d'ingresso meridionale della Borgogna, Mâcon è una città ricca di stimoli e mete interessanti, a partire dalla curiosa cappella ovale della Residenza Soufflot, posta davanti all'Hôtel de Ville del XVIII secolo e alla chiesa Saint-Pierre, costruzione romanica di fine Ottocento caratterizzata da due campanili di pietra di rara eleganza.

In Place aux Herbes si può ammirare la straordinaria Maison de Bois (XV secolo), celebre per la facciata in legno ornata da sculture in cui uomini e scimmie concorrono a formare un bestiario immaginario.

Poco lontano si può visitare quanto resta dell'antica cattedrale Vieux Saint-Vincent: il nartece, il timpano romanico e le due torri del XI e del XII secolo.

Quindi, nella via Franche che cela cortili tra i più belli della città, ci si può incamminare per la Traboule des Arches, testimonianza di antiche ricchezze, un percorso a ritroso nei secoli fino alla Saône e al Ponte Saint-Laurent, maestosa costruzione dell'XI secolo divenuta il simbolo della città. Inevitabile, infine, una sosta alla Maison des Vins dove sarà possibile sposare "andouillettes", formaggi di capra e dolcetti ai robusti vini del Mâconnais.

CLUNY

Epicentro di un ordine monastico che in soli due secoli divenne il più potente di tutta la Francia, Cluny vide concretizzata nella costruzione dell'Ancienne Abbaye St-Pierre et St-Paul l'ambizione e l'illuminata cultura dei suoi abati che per la sua realizzazione convocarono i migliori architetti, scultori, artisti e artigiani del tempo.

Le testimonianze che ancora restano parlano da sole: due palazzi di cui uno accoglie il Musée Ochier, di grande interesse, alcune torri, il campanile "dell'acqua santa", l'arco slanciato del grande transetto, tre cappelle, la cantina e il frantoio per produrre la farina sorretto da una struttura in castagno di incredibile bellezza.

 

È in questo luogo che sono stati collocati i capitelli del coro, magistralmente scolpiti e fortunatamente salvati dallo scempio seguito alla Rivoluzione.


Da non trascurare anche la visita della città e dell'Eglise St-Marcel, del XII secolo, inserita nel contesto urbano più importante di Francia per quanto riguarda l'architettura romanica meglio conservata, testimonianza di un altissimo livello di vita dei suoi abitanti.

PARAY LE-MONIAL

Come Cluny, la città è nata intorno a un monastero benedettino ed i quartieri antichi si stringono tutti intorno alla Basilique du Sacré-Coeur che venne costruita in un periodo molto breve, tra il 1090 e il 1110, una rapidità che garantì una rara unità architettonica.

Esteriormente la basilica appare massiccia con due torri quadrate disuguali che sembrano opprimere il portale che risale alla chiesa dell'XI secolo, ma la vista, nell'insieme, è grandiosa.

La "cascata" delle tegole che formano i tetti del campanile, del coro, delle navate e delle absidiole, tagliate dal ritmo delle finestre a tutta volta, è una rara gioia per gli occhi.


Attigue alla basilica alcune costruzioni del XVIII secolo formano un chiostro e un priorato; quest'ultimo accoglie oggi il Museo della ceramica di Charolles. Un parco pieno di fascino si estende nella parte posteriore, fino a raggiungere i vecchi quartieri della città dove si può visitare la Torre di Saint-Nicolas, unica testimonianza dell'antica chiesa parrocchiale, poi divenuta prigione e Palazzo di Giustizia, oggi adibita a sala per esposizioni.

Di fronte alla Torre si innalza il Municipio, ospitato in un magnifico palazzo rinascimentale, costruito tra il 1525 e il 1528, dalla facciata armoniosa e decorata da fregi, medaglioni e sculture di raffinata fattura.

AUTUN

Fondata da Augusto per gli Edui che vivevano allora a Bibraete (oggi Mont Beuvray), il suo primo nome fu Augustodunum, e la bellezza dei suoi palazzi, templi, fori, teatri, anfiteatri era tale che venne soprannominata "sorella ed emula di Roma".

Di questo favoloso passato restano ad Autun molte importanti vestigia. Per cominciare, la cinta muraria che si estendeva per sei chilometri, di cui ne restano ancora quattro e mezzo. Era dotata, inoltre, di ben cinquantaquattro torri, di cui ne restano molte, rotonde e belle, che si possono ancora ammirare percorrendo caratteristiche stradine.

Questi bastioni romani si aprivano in quattro punti con altrettante porte di cui ne rimangono due a testimonianza della loro bellezza.

Una, la porta d'Arroux, che apre la via per Sens ed è prospiciente al fiume, presenta ancora i suoi quattro archi sormontati da una galleria; l'altra, la porta di Sant'Andrea, a suo tempo trasformata in cappella, si apre sulla via verso oriente.

Dell'epoca romana resta ancora una buona parte del teatro di dimensioni imponenti, secondo soltanto a quello di Dioniso ad Atene, e la Pierre de Couhard, monumento funererio di forma piramidale risalente al primo secolo che domina la città e la campagna circostante.

Con un balzo di un millennio si passa poi alla bella cattedrale medioevale di Saint-Lazare, con le ammirevoli sculture di personaggi sovrastanti il portale di ingresso.

Un'altra visita piacevole è quella al piccolo museo lapidario collocato in una solitaria cappella in fondo a un delizioso giardino. Per ultimo, vale la pena soffermarsi ad ammirare il tetto di tegole dipinte del vecchio Gran Seminario, trasformato in Scuola Militare alla fine del XIX secolo.

PARC NATUREL REGIONAL DU MORVAN

In un territorio così fortemente e magistralmente antropizzato, non manca un'isola di verde, da sempre preziosa riserva di legname per la città di Parigi.

Utilizzato come base e nascondiglio della Resistenza durante l'ultima guerra, questo altopiano di granito è oggi la meta ideale per chi cerca una totale immersione nella natura, addentrandosi tra boschi di faggi, querce e conifere, laghi, ruscelli e tumultuosi torrenti.

 

La Maison du Parc si trova a St-Brisson e qui si possono raccogliere preziose informazioni per le escursioni e le attività organizzate, che spaziano dal trekking alla canoa, al ciclismo e, in inverno, allo sci di fondo.


Meritano una visita anche i due centri principali del parco, Château-Chinon, di probabile origine celtica, e Saulieu, con la bella basilica di St-Andoche, risalente al XII secolo.

NEVERS

Il miglior colpo d'occhio sulla città lo si gode salendo sulla torre della Cattedrale di Saint-Cyr e Sainte-Julitte, da dove si può leggere dall'alto l'evoluzione della città, le cui vie seguono ancora il tracciato delle primitive mura. Il primo ordine circonda ancora il poggio sul quale si trovano la cattedrale e il castello dei duchi, centro del potere religioso e feudale del Medio Evo.

Non a caso, le tracce più interessanti del passato di Nevers sono medioevali: la Porte du Croux, del XIV secolo, accoglie oggi il Museo archeologico della città; la maestosa cattedrale, con i suoi due campanili, uno romanico a ovest, l'altro gotico a est; il Palazzo Ducale costruito dalle famiglie di Clèves e dei Gonzaga, con la bella facciata rinascimentale le cui sculture raccontano la leggenda di Lohengrin, cavaliere del cigno, poetico antenato del casato dei Clèves.

Di superba bellezza è anche la chiesa romanica Saint-Etienne, così tranquilla e segreta nei suoi giardini e nelle sue mura. Infine, non si può lasciare Nevers senza aver visitato il pittoresco quartiere della ceramica la cui storia, sviluppatasi a partire dall'inizio del XVI secolo, è ripercorsa nel Museo Municipale.

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