Una zoomata a volo radente sulla coda di un pianoforte completamente ricoperta di bicchieri a coppa, poi le mani sulla tastiera, quindi il volto ornato di riccioli di Peppino di Capri che melodiava: "Champagne, per brindare a un incontro....".

 

Erano gli anni '70 e le bollicine venivano ratificate da "mamma TV" - caso mai ce ne fosse stato bisogno - anche a livello canoro, come catalizzatore del rapporto di coppia, soprattutto quando questo rapporto è in fase di costruzione. La retorica dello Champagne travestito da amorino ben rifornito di frecce fatali è ricca di immagini cristallizzate nel tempo, ma c'è da chiedersi se questa obiettiva fama di tombeur des femmes sia del tutto meritata.

La risposta, come sempre quando l'ago della bilancia è l'animo umano, è sì, no, forse. Dipende dalla personalità dei candidati amanti e dalle combinazioni che ne scaturiscono.

 

SENSUALI, ROMANTICI E CALCOLATORI

 

Per esigenze di sintesi divideremo l'umano in tre grandi categorie: sensuali, romantici e calcolatori (che sarebbero i freddi spinti al rapporto di coppia da motivazioni diverse da quelle istituzionali).

 Quando si incontrano due sensuali, vivaddio, non c'è bisogno di nessuna sovrastruttura sociale, economica e tantomeno vinicola. Se scocca la scintilla, quel feeling che non fa battere il cuore ma mette in subbuglio la pancia, dando ragione ai Latini che sostenevano essere nell'intestino la sede dei sentimenti, non conta il look, la pettinatura, il luogo, il panorama, la temperatura, il vino. Ci si arrampica come si può sulle barriere del perbenismo cercando di abbreviare al massimo le prassi (qual è il momento in cui cedere o portare l'attacco finale che non sia prematuro al punto da farmi passare per un porcone o per una puttana?). Acquietato il furore del primo incontro (ma spesso del secondo, del terzo, del quarto e così via), i sensuali si rendono conto che esiste anche il mondo, e che il mondo può essere utile per accrescere l'intensità dei loro piaceri. Il primo passo è l'abbandono di giacigli occasionali (divani, auto, prati, spiagge) a favore del più istituzionale letto a due piazze. Poi si passa alla ricerca di uno scenario all'altezza della situazione (golfi, montagne, città storiche). Quindi sorge un'attenzione per cibo e vino. Ma anche qui le scelte sono guidate dall'animo sensuale dei protagonisti e non bastano bollicine qualunque per dare loro piacere. Anzi, nella maggior parte dei casi lo spettatore invitato ai loro incontri è il vino rosso, maturo, complesso, prezioso, da assaporare lentamente come lentamente i sensuali assaporano i piaceri dell'eros. Se si orientano verso lo Champagne (forza della retorica) eccoli scegliere bottiglie neglette dagli altri consumatori, i blanc de noir, prodotti solo con uva Pinot nero, oppure millesimati di grande struttura, meglio se fermentati in botti di legno. Comunque, sempre vini di grande personalità, che non vanno giù come l'acqua, ma richiedono un impegno globale dei sensi, la vista che penetra nei riflessi caldi e dorati del bicchiere, l'olfatto che si inebria ad ogni assaggio, il gusto che gode nell'essere sopraffatto papilla per papilla.

Se per i sensuali l'incontro è "vita", per i romantici è "rappresentazione della vita". Se due sensuali non hanno nemmeno bisogno di vedersi per "trovarsi", il cuore di un romantico comincia a battere solo quando l'altro gli appare collocato in un ben definito contesto, cioè in quella favola (racconto, romanzo, film, fa lo stesso) che ha scelto come brogliaccio della propria vita e che assorbe tutte le sue energie con la finalità di trasformarla in una sceneggiatura. Per i romantici, quindi, è primario il look, la cura del particolare, l'ambiente. E quando debbono ordinare una bottiglia, essa deve essere il suggello della scenografia in cui si rappresenta la loro storia. Sarà Champagne solo se la favola di riferimento è ambientata in ampi saloni grondanti di stucchi e lampadari, se i protagonisti vivono gli splendori di una nobiltà (se non di rango, almeno di censo o di sentimenti) rara ed esclusiva. Diversamente, può scorrere il fiasco di Chianti come il whisky di puro malto o la perennemente roteante Vecchia Romagna Etichetta Nera del tempo che fu.

Per tuffarsi in un letto, insomma, l'importante è che appaia come il liquido giusto nel luogo giusto nel momento giusto. Tanto rimarrà nel bicchiere, come accade appunto a teatro o sui set cinematografici.

Dalla "rappresentazione della vita" alla "mistificazione della vita": ecco il modello comportamentale cui si attengono i "calcolatori". Qui, lo Champagne corre a fiumi. Chi, infatti, meglio di una flute dal perlage perenne può aiutare ciascuno dei due pretendenti ad indurre ed evocare un mondo più bello, più grande e più fascinoso di quello che in realtà si cela alle loro spalle? Il calcolatore investe in bollicine per abbreviare i tempi, per accreditare di se', in un attimo, l'immagine che tempi più lunghi e meno mediati presenterebbero ben più sbiadita e banale. La tecnica, in genere, funziona, ed il calcolatore riesce a mettere le mani sul malloppo in tempi brevi.

Se il primo incontro é un roboare di tappi che saltano e spume che invadono i cristalli, ben più scialbo, ahimè, si presenta il futuro delle fredde coppie calcolatrici, con lei che in genere vorrebbe proseguire il suo viaggio alla scoperta di spume sempre più preziose, e lui che, silenzioso, cerca di glissare prima verso il frizzantino, poi direttamente al mondo dei vini tranquilli, tranquilli soprattutto dal punto di vista economico.