Algarve, dall'arabo “Al Gharb”, significa “giardino dell'Occidente”: per il clima mite, le magnifiche spiagge e le verdi montagne dell'interno è la regione più animata e visitata del Portogallo. 
       L’Alentejo, terra “al di là del Tago”, è invece caratterizzato da un paesaggio austero ma a suo modo dolce e struggente, costellato di villaggi di case bianche arroccati su alture spesso dominate da arcigne fortezze, sorte numerose in questa regione a difesa delle invasioni castigliane.

       Il Sud del Portogallo è beneficiato da inverni miti (raramente il termometro scende sotto lo zero) e da estati calde, che si manifestano precocemente e si prolungano fino ad autunno inoltrato.

       Nelle zone interne, e particolarmente nel Basso Alentejo, la calura estiva raggiunge i picchi più alti, con temperature massime al di sopra dei 30-35ºC di media in luglio e agosto. Le precipitazioni sono molto contenute e raggiungono le punte massime nei mesi di gennaio e febbraio nell'Alto Alentejo.

       Tutto il Sud del Portogallo è caratterizzato da altipiani incisi da valli poco profonde, che rendono molto dolce il paesaggio. Fatta eccezione per i territori interni prossimi al confine con la Spagna, è raro incontrare rilievi montuosi o picchi, anche isolati: basti pensare che il 97% del territorio di Algarve, e Alentejo è al di sotto dei 400m slm.

       In contrasto con la soavità del paesaggio, questa terra è facilmente soggetta a terremoti uno dei quali, verificatosi il 1º Novembre del 1755, è stato così devastante da cancellare definitivamente, in molti centri urbani, gran parte delle testimonianze architettoniche accumulate in due millenni di storia. 
       Fatta eccezione per il tratto da Vila Real de Santo Antonio a Capo di Santa Maria, la costa dell'Algarve si presenta alta e frastagliata, per ammorbidirsi leggermente solo dopo il Capo S. Vincenzo.

       Non avesse conosciuto lo straordinario sviluppo turistico che ne ha fatto una delle più affollate mete estive d'Europa, ed uno dei poli economici più floridi di tutto il paese, l'Algarve sarebbe ancora una terra solitaria dalle atmosfere rarefatte come lo sono tutt'oggi tanto il Basso che l'Alto Alentejo.

       Nel suo complesso, infatti, l'Alentejo copre un territorio pari ad 1/3 di tutto il Portogallo, ma è abitato da appena 600 mila abitanti, con una densità di 6 abitanti per kmq, un dato numerico che ci aiuta a capire il perché dell'incanto delle sue campagne e la magia dei suoi borghi. 

       In un'alternanza di suoni dolci e suoni nasali, con inflessioni altalenanti tra il genovese e le lingue orientali, al contrario dello Spagnolo, che agli Italiani sembra molto facile da comprendere, il Portoghese risulta tanto ostico all'ascolto, quanto facilmente comprensibile alla lettura, soprattutto grazie alla strutturazione della frase, molto simile alla nostra.

       Gli addetti al turismo, comunque, quasi sempre parlano e comprendono sia l'inglese che il francese.

       Fatta eccezione per il periodo della dominazione dei mori, quando in tutto il Sud sorsero numerosissime moschee, peraltro immediatamente rase al suolo dopo la riconquista, tutta la storia del Portogallo è segnata dalla religione cristiana, tanto dal punto di vista sociale che politico, che culturale.

       Non è casuale che nelle città come nei piccoli villaggi, le grandi testimonianze del passato si concentrino prevalentemente, tanto in Algarve che in Alentejo, nelle chiese e nei conventi, cui, sul fronte civile, fanno in genere da contraltare le grandi opere di fortificazione militare.

       Ed anche nelle regge e nei palazzi patrizi, la presenza di luoghi dedicati al culto è sempre così forte e dominante da indurci ad assimilarli ad espressioni della spirito religioso piuttosto che della società laica. 

       La fertilità dei terreni, la loro facilità di coltivazione e la posizione strategica hanno fatto del Sud del Portogallo una terra di conquista fin dagli albori della civiltà. Sul suo territorio si sono succeduti i Celti, quindi i Romani, poi i Visigoti, lasciando tutti grandiose tracce del loro passaggio.

       Dall'inizio dell'VIII secolo fino alla fine del XII i mori divennero padroni assoluti del paese, anch'essi senza comportarsi da famelici conquistatori, ma dando l'avvio a mirabili opere architettoniche, molte delle quali rase al suolo dopo la riconquista cristiana.

       I secoli successivi furono politicamente travagliati (dall'epopea delle grandi scoperte geografiche al dominio spagnolo, agli anni sinistri della Santa Inquisizione), ma quello straordinario processo culturale (architettura, arti figurative, scienze) che ci ha consegnato un paese così straordinario e affascinante non si è, fortunatamente, mai interrotto. 

       Gli "Azulejos", le famose piastrelle dipinte, sono l'elemento artistico che accompagna immancabilmente il visitatore, ovunque si rechi, dai villaggi di pescatori dell'Algarve alle rocche fortificate dell'Alto Alentejo, ai confini con la Spagna. E la loro presenza non è mai di contorno o sporadica, ma per lo più avvolgente, se non totalizzante.

       Gli azulejos non sono un "episodio" artistico, legato ad un periodo storico ben preciso: se ne incontrano, infatti, di fattura araba (a disegni geometrici), rinascimentale, barocca, neoclassica e liberty, fino a scoprire che anche numerosi artisti contemporanei portoghesi si sono misurati con questo singolare mezzo di espressione artistica.

       Lo stratificarsi della storia ha permesso a tutti gli stili architettonici espressi in Europa attraverso i secoli di convivere, non solo nella stessa città, ma spesso nella stessa chiesa o nello stesso palazzo. In aggiunta, è sempre presente un qualcosa che rende profondamente "portoghesi" queste costruzioni. Sono gli elementi che caratterizzano lo stile architettonico "manuelino", nato all'inizio del '500 quando Re Manuel I lo fece adottare in tutti i palazzi e le chiese di nuova costruzione.

       Stilisticamente è definibile come una variante del tardo gotico, estremamente elaborata e ridondante, caratterizzata dal ricorrere di elementi quali le colonne intrecciate, i decori a corde ritorte o a catena, la reiterata presenza di simboli quali la croce dell'Ordine di Cristo e la sfera armillare. Il successo fu tale che il manuelino è diventato una sorta di biglietto da visita stilistico dell'architettura portoghese, al punto che ha caratterizzato anche alcune importanti costruzioni del tardo '800.

       l parco naturale della Sierra de San Mamede, il parco dell'Alentejo sudoccidentale, la Costa Vicentina e il parco della Valle della Guadiana, sono i poli di maggior attrazione naturalistica del Sud del Portogallo ma, per quanto interessanti, non sono certo la prima attrattiva ambientale di questa terra.

       Qui l'uomo ha cominciato ad intervenire sulla natura in modo sistematico quasi 3 mila anni fa, creando un ecosistema produttivo che si è stabilizzato su equilibri talmente perfetti da meritare azioni di salvaguardia al pari di quelle riservate alle specie in via di estinzione.

       L'ulivo, la quercia da sughero, il fico, il mandorlo, la vite, sono diventati parte integrante di questo paesaggio, se non il paesaggio stesso, e hanno sviluppato una sorta di processo di simbiosi con le popolazioni che li salvaguarda dai pericoli determinati dalla volubilità dei mercati e dall'introduzione di tecniche economicamente vantaggiose.

       Vigne, uliveti e sughereti, insomma, da attraversare e osservare, con lo stesso occhio ammirato che facciamo balenare quando ci addentriamo in un orto botanico.