Una terra aspra e selvaggia che sembra rimanere miracolosamente intatta, resistendo arroccata tra le sue montagne e nei borghi protetti da massicci bastioni in granito, dove i lavori dell'uomo appaiono finalizzati a preservare il passato e i tempi del calendario sono scanditi unicamente da celebrazioni e feste religiose.

       Beiras e Minho rappresentano un complesso di territori che riescono ad essere, al tempo stesso, estremamente diversi tra loro, eppure indissolubilmente legati da elementi comuni che sfidano le definizioni del raziocinio.

       Dai litorali incorniciati di dune sabbiose, alle retrostanti lagune, alle città culla di fede, d'arte e di cultura, fino ai borghi abbarbicati sulle montagne, o sperduti tra i boschi delle Serre, si potrebbe azzardare che il trait d'union è il parametro tempo o, meglio, l'assenza del parametro tempo.

       Ovunque, da Est ad Ovest, da Sud a Nord, si ha la sensazione di una società cristallizzata, avviluppata in ritmi e movenze immutate da secoli, tradizionale ma non conservatrice, fedele ma non bigotta, disinteressata al domani in quanto futuro ma preoccupata del domani in quanto aldilà.

       Qui, l'unico modo conosciuto per addentrarsi nel terzo millennio è andarsene. E quelli che restano sono sempre meno.