IL CLIMA - LA MORFOLOGIA - IL PAESAGGIO
IL FOLKLORE - I DISTRETTI - LA RELIGIONE - LA STORIA
L'ARTE - L'ARCHITETTURA - LA NATURA
La regione costiera che si estende dalla foce del Minho a quella del Tago è caratterizzata da estati fresche (ad Agosto la temperatura media è di poco superiore ai 20ºC) e inverni miti (media di gennaio superiore ai 9ºC), mentre nell'interno il clima assume un carattere più continentale, con estati brevi e assai calde, inverni lunghi e freddi con cadute occasionali di neve. Elevato, ovunque, il livello delle precipitazioni, con piovosità massima in gennaio e maggio (nella Beira Baixa anche in novembre) e minima in luglio e agosto.
Non appena ci si allontana dalla fascia costiera, tutto il Nord del Portogallo è caratterizzato da una struttura montuosa intersecata da valli profonde in cui predominano i terreni arcaici e primari nella parte orientale, con affioramenti mesozoici e cenozoici nella parte occidentale fino alla zona quaternaria costiera.
Tutta la parte centro orientale è occupata da rilievi montuosi solcati da una fitta rete di corsi d'acqua, in gran parte affluenti del Douro.
Benché ci si trovi nell'area più montuosa del paese, qui i rilievi hanno raramente l'aspetto frastagliato proprio dell'alta montagna, con cime aguzze, pareti ripide e scoscese ed il paesaggio è caratterizzato da forme arrotondate sulle quali è evidente l'azione operata dall'abbondanza delle piogge e dallo scioglimento delle nevi.
La zona costiera è caratterizzata da un susseguirsi incessante di alte dune che in corrispondenza delle foci contribuiscono al formarsi, alle loro spalle, di suggestive formazioni lagunari.
I canti e le danze popolari del Nord del Portogallo, tra cui primeggiano chulas e caninha verde, sono molto vivaci e gioiosi con ritmi semplici e insistenti.
A Coimbra la musica popolare preferita è il fado (dal latino fatum, destino), canzone malinconica e lenta, di valore artistico e folkloristico molto limitato, la cui origine è relativamente recente, essendo sorta sotto le influenze delle colonie nei bassifondi di Lisbona.
Nella parte settentrionale del paese le feste e i divertimenti popolari consistono principalmente in "romarias" (pellegrinaggi), in "arraias" (feste semipagane in occasione di pellegrinaggi e cerimonie religiose), processioni, spettacoli in generale religiosi o feste rurali, come quelle per la raccolta del granoturco, la mietitura e la vendemmia.
Fin dal 1834 il Portogallo è diviso in distretti amministrativi aventi come capo un governatore civile, assistito da una giunta del distretto. Beiras e Minho sono due delle sei regioni storiche del paese.
Le Beiras sono suddivise amministrativamente in 3 province Beira Litoral, Beira Alta e Beira Baixa, cui fanno capo cinque distretti: Aveiro, Viseu, Coimbra, Castelo Branco e Guarda.
Il Minho, invece, è suddiviso in due soli distretti, Viana do Castelo e Braga.
Se la pratica religiosa è parte integrante della vita quotidiana in ogni zona del Portogallo, salendo verso Nord si può riscontrare un suo crescente manifestarsi come elemento di aggregazione sociale che si estrinseca nel moltiplicarsi delle celebrazioni pubbliche, feste di santi e processioni. Guimarães è nel cuore di tutti i portoghesi come culla della nazione per essere stata la prima capitale ma, tutto sommato, questa sua vocazione politica è vissuta come un pezzo di passato ormai remoto. Braga, invece, è da sempre considerata il vero centro spirituale del paese, il luogo cui si è sempre guardato e tuttora si guarda come alla capitale religiosa del Portogallo.
I territori settentrionali del Portogallo hanno vissuto praticamente le stesse vicende storiche del resto del paese, dalla dominazione romana a quella araba, ma si distinguono significativamente per essere stati il punto nodale in cui si è verificato l'evento che ha tracciato la sua fisionomia attuale. L'incoronazione di Alfonso Enriques nel 1139 è solo il suggello di un processo di riscossa e di irreversibile "reconquista" avviato con la sconfitta dei Mori nella battaglia di São Mamede il 24 giugno 1128, che porterà in pochi anni alla liberazione di Lisbona e di tutto il resto del paese. Da quel momento in poi il Portogallo è nazione e a Beiras e Minho sarà assegnato l'impegnativo ruolo di difenderlo da un nuovo e più minaccioso nemico, la Spagna.
Frequentemente, nel descrivere le sculture e i rilievi dei palazzi e delle chiese sparse per tutto il Portogallo, si cita la "Scuola di Coimbra". Si tratta di un movimento artistico originatosi agli inizi del Cinquecento per iniziativa di un gruppo di artisti normanni che elaborarono e trasmisero ai loro allievi un metodo molto personale di lavorazione del calcare, caratterizzato da elementi estetici di ispirazione italiana. Questo stile incontrò immediatamente il favore di architetti e committenti e continuò spesso ad essere applicato nella sua espressione più genuina anche nei secoli seguenti.
Chiese e palazzi in cui si alternano e fondono il romanico e il gotico, il barocco e il manuelino, abbondano nel Nord come in tutto il resto del Portogallo.
Ma il tratto architettonico che maggiormente si imprime nella mente dei visitatori di Minho e Beiras, sono le possenti strutture delle fortificazioni, le mura, le torri, i bastioni, i merli e i pinnacoli che dalle costruzioni militari sono spesso trasmigrati in quelle civili e ornano (o condizionano) le fattezze delle chiese come dei conventi, conferendo loro bizzarri toni da caserma piuttosto che da luogo di culto.
Questa sensazione, amplificata dall'uso intenso del granito, freddo, forte ed eterno, è il tratto comune di tutti i paesi dell'interno e la loro più grande fonte di emozioni estetiche.
In Minho e Beiras si trovano due dei parchi naturali più belli e incontaminati d'Europa, la Serra de Estrela e il Peneda-Gerês, dove la presenza dell'uomo non ha mai costituito una minaccia ma si è piegata ai ritmi e alle condizioni imposte da una così prorompente natura.
Tra gli alti fusti delle querce e dei pini silvestri, una macchia rigogliosa costituita prevalentemente da pruni selvatici, ginepri e corbezzoli, offre rifugio ad una fauna ben diversificata che spazia dalle lontre e le martore fino alle imponenti sagome di cervi e cinghiali.
E su tutti, volteggiano fiere le aquile reali senza che, una volta tanto, la loro vista debba obbligatoriamente suscitare moti di apprensione per la paura di un loro imminente pericolo di estinzione.