ROMAIRONE

 

ldeò alcuni scivoli per il movimento delle merci, e gli venne per riconoscenza intitolato un quartiere del Deposito Franco. Fu una delle poche eccezioni, perché quasi tutti gli altri quartieri portavano nomi di Santi.
II Deposito fu terminato nel 1895, ed era la continuazione dell'antico Porto Franco, il quale ebbe le sue origini nei primitivi fondaci di deposito del secolo XIV, ove si collocavano le merci che pervenivano a Genova dal Levante in attesa di rispedirle ai paesi che ne facevano richiesta.

SAN GIORGIO

 

Era tenuto in grande onore anche dai Saraceni. l liguri tornarono dalla Crociata con le sue reliquie - raccolte insieme ad altri tesori di Palestina - e le sistemarono a Portofino.
Crebbe a Genova il culto del santo, finché divenne simbolo della città; quando i capitani di mare tornavano trionfanti, il vessillo con San Giorgio era posto su un carro, e lo si trasportava dalla sua chiesa al Molo fra la folla festante.
Oggi il nome del santo è nella “lista dei sospetti di inesistenza" compilata dalla Chiesa.


SANT'AGATA

 

L'annuale fiera dedicata a questa santa non è ormai che la caricatura, non si dice delle importanti fiere medioevali in mano ai genovesi, ma anche di quanto avveniva anni addietro.
Oggi si vendono “ravatti" a prezzo di antiquariato.
I venditori hanno cambiato pubblico: fino a prima dell'ultima guerra, la fiera di Sant’Agata era frequentata in gran parte da contadini dell'interno che scendevano per acquistare cose che “servivano" al loro lavoro (attrezzi per agricoltura, piante da frutta, cavalli), o da cittadini in cerca dell'oggetto *curioso ", non di quello “antico" o pseudo tale.

SANTA TECLA

 

Quella dei Calafati è una Corporazione di lavoratori portuali che risale al 300., e aveva come protettrice Santa Tecla: condannata a morire sopra un gran fuoco, essa ne uscì illesa.

I Calafati, che per il loro mestiere devono spesso ricorrere al fuoco, si misero sotto la protezione della Santa, la cui festa doveva essere celebrata con solennità. sotto pena di un fiorino per gli inosservanti.
I Consoli dovevano giurare fedeltà al Doge e al Governo per la vita.

Una nave non prendeva il largo senza avere a bordo il Maestro Calafato; i forestieri per essere ammessi alla Corporazione dovevano pagare 25 lire.

Secondo certi regolamenti del 1370 non si poteva andare in giro a rivelare i segreti dell'arte, e insomma troviamo anche qui certe componenti di protezione del gruppo e dettagliate codificazioni medioevali che ancor oggi non hanno cessato una loro curiosa influenza.

SCAVI

 

Ritrovamenti archeologici di grande importanza sono stati fatti durante i lavori di scavo nella trasformata zona di Piccapietra.

Oggetti dell'epoca pre-romana son venuti alla luce, preziose testimonianze che potrebbero permettere di ricostruire un passato perduto nella leggenda.

Ma per ogni anfora o mestolo o osso amorevolmente recuperato, quanta colpevole indifferenza in quelle imprese edili che tanto spesso evitavano di segnalare il ritrovamento per non dover sospendere i lavori in attesa dei funzionari della Sovrintendenza alle Belle Arti.


SESTIERI

 

Di Portoria: deriva forse il suo nome dalla Porta Aurea, o dall'antichissimo piccolo porto.
Del Molo: sorse dopo quello di Portoria intorno al Molo d'epoca romana.
Della Maddalena: possiede una più gloriosa antichità, comprendendo i magnifici palazzi di Strada Nuova (ora via Garibaldi).
Di Prè: è il più piccolo incluso entro le mura cittadine con l'ampliamento della cinta nel 1346.
Di San Vincenzo e di San Teodoro: sono i più estesi, e vennero incorporati nella cerchia cittadina con la nuova cinta del 1633.
Attenzione a non parlare, per Genova, di "quartieri”.

SAN GIOVANNI Dl PRÈ

 

La Chiesa Superiore di San Giovanni, insieme all'edificio della Commenda, rappresenta uno dei più felici esempi dell'arte romanica genovese. Costruita verso la fine del XII secolo, era allora molto al di fuori delle mura cittadine (che nel 1155 giungevano alla porta dei Vacca).
È una chiesa costruita a due piani, comunicanti in origine con i corrispondenti due piani dell'edificio della Commenda. Nonostante successivi interventi di restauro, l'interno si offre ancora a un senso di maestosa severità, propria del carattere eroico di quei tempi in cui si stavano costruendo le fortune della città.

Molto bello il campanile, in pietra squadrata, a cinque guglie.

Esiste anche una Chiesa Inferiore di San Giovanni di Prè, contemporanea a quella superiore, e che occupa lo spazio corrispondente alla navata centrale e al presbiterio di quest'ultima.
Nel Palazzo della Commenda erano ospitati i pellegrini diretti in Terra Santa: originariamente aveva grandi arcate al pianterreno; le logge del primo e secondo piano sono frutto di una ricostruzione rinascimentale.

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