Varcato l'Appennino, ci si addentra in terra toscana dove subito ci accoglie un tranquillo paesetto in provincia di Massa Carrara: San Carlo Terme.
Situato a soli 5 km dal capoluogo, San Carlo Terme è adagiato in bella posizione proprio alle falde delle Alpi Apuane. La stazione termale è alimentata dalla Fonte Aurelia, le cui acque sono efficaci nella cura di varie affezioni.
Interessanti, le escursioni verso i monti delle Apuane, in particolare a Pian della Fioba, a circa 900 metri di altitudine, dove si trova un bellissimo giardino botanico; e a Pasquilio, a circa 800 metri di altitudine. Di rilevante interesse artistico è anche la vicina Massa con il suo nucleo medioevale e il rinascimentale palazzo Cybo Malaspina, dei secoli XVI e XVII, e il Duomo con all'interno pregiate opere in stile barocco.
Merita una visita anche Carrara, situata a soli 12 km da San Carlo. Dopo aver visitato il pregevole Duomo in stile romanico-gotico, si può partire alla volta delle cave di marmo, immergendosi in scenari tanto affascinanti quanto inconsueti.
Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, è una stazione termale tra le più eleganti e meglio attrezzate d'Italia, di larga fama internazionale e in cui si tengono molteplici convegni e spettacoli.
Montecatini, infatti, nel corso degli anni si è andata sempre più qualificando come grande centro di rappresentanza. Il documento più antico relativo alla città è il testamento del Conte Ildebrando,”Signore di Montecatini, di Maona e di Monte Summano”, del 1704. Diverse furono le vicende storiche nelle quali il centro fu coinvolto nel corso dei secoli.
L'efficacia delle Terme è sempre stata nota, ma fu quando salì sul trono toscano un principe illuminato e riformista, Pietro Leopoldo (1765 1790) futuro sovrano d'Austria e imperatore del Sacro Romano Impero, che iniziò la valorizzazione razionale di Montecatini Terme. Pietro Leopoldo in un decennio fece costruire una città di bagni: lo stabilimento Regina, le Terme Leopoldine, il Tettuccio e la Palazzina Regia.
All'inizio del XX secolo tutte le sorgenti private vennero riunite con la creazione della società delle Regie Terme che, con imponenti lavori, terminati nel 1927, dettero fama internazionale a Montecatini: da allora vi accorrono personalità del mondo degli affari, della cultura e della politica.
Dopo una passeggiata nel parco delle Terme, che divide in due la città (la parte moderna a ovest, quella vecchia a est), e nelPparco delle Panteraie, visitiamo l'Accademia d'Arte con opere di pittura, scultura e grafica di interesse rilevante per l'arte moderna e contemporanea.
Da Montecatini raggiungiamo con la funicolare Montecatini Alta, dotata di un borgo medievale con avanzi di fortificazioni e di una piazzetta in cui si affacciano le botteghe artigiane.
Arriviamo quindi a Serravalle Pistoiese, particolarmente interessante per resti di fortificazioni medievali, e a Buggiano Castello con il suo bel palazzo pretorio.
All'inizio del XX secolo tutte le sorgenti private vennero riunite con la creazione della società delle Regie Terme che, con imponenti lavori, terminati nel 1927, dettero fama internazionale a Montecatini: da allora vi accorrono personalità del mondo degli affari, della cultura e della politica.
Dopo una passeggiata nel parco delle Terme, che divide in due la città (la parte moderna a ovest, quella vecchia a est), e nel Parco delle Panteraie, visitiamo l'Accademia d'Arte con opere di pittura, scultura e grafica di interesse rilevante per l'arte moderna e contemporanea.
Da Montecatini raggiungiamo con la funicolare Montecatini Alta, dotata di un borgo medievale con avanzi di fortificazioni e di una piazzetta in cui si affacciano le botteghe artigiane. Arriviamo quindi a Serravalle Pistoiese, particolarmente interessante per resti di fortificazioni medievali, e a Buggiano Castello con il suo bel palazzo pretorio.
Dirigiamoci poi a Pescia che vanta numerose chiese. Visitiamo il Duomo, rifatto nel ‘600, poi la gotica chiesa di San Francesco e la chiesa di Sant'Antonio, anch'essa gotica. Le rimembranze infantili ci portano poi a Collodi, che vanta la monumentale Villa Garzoni e il curioso Parco di Pinocchio.
Arriviamo successivamente alla non lontana Munsummano Terme, sempre in provincia di Pistoia, conosciuta per le cure termali che si fanno nelle grotte e che consistono in cure sudatorie mediante bagni di vapore naturale.
Siamo alla metà dell'Ottocento quando, in un terreno della famiglia Giusti, si rimuove per caso un masso che porta alla luce l'ingresso di una grotta che si addentra per alcune centinaia di metri fino a raggiungere un laghetto. La cosiddetta ”Grotta Giusti” risulta formata da varie cavità naturali fra loro comunicanti, dette”Paradiso”,”Purgatorio” e “Inferno”. L'altra grotta, la Grotta Parlanti, mantiene al proprio interno una temperatura costante di 32°C con un elevato grado di umidità.
Oltre alle terme visitiamo il santuario di Santa Maria di Fonte Nuova, del ‘600, con l'annesso museo e iniziamo a salire fino ad arrivare, dopo solo 4 km, a Monsummano Alto: poche case disabitate intorno alla chiesa romanica di San Nicolò e ai resti della rocca.
Prossima tappa è Casciana Terme, in provincia di Pisa. La cittadina ha una fama ben antica se è vero che i Pisani furono i secondi a costruirvi uno stabilimento termale nel XIV secolo, dopo quello eretto in epoca romana.
Le acque acquistarono rinomanza nel XVIII secolo grazie all'interessamento dei granduchi di Toscana.
Ci rechiamo adesso a Casciana Alta per ammirare la Parrocchiale e poi a Chianni, passando per alcuni borghi medievali.
Lasciamo la terraferma per raggiungere l'isola d'Elba. Stupende lo scenario naturale che appare ai nostri occhi. La costa varia in continuazione, ora alta, ora dolce in larghe insenature.
Ci fermiamo a Terme San Giovanni, a 4 km da Portoferraio. I fanghi marini, provenienti da antiche saline abbandonate, costituiscono la cura preminente: sono infatti arricchiti da minerale ferroso e di zolfo che per decenni è stato scaricato qui dopo l'uso degli altiforni che un tempo vi sorgevano. Visitiamo il vicino Portoferraio dove sono molto famosi i forti della Stella e del Falcone entrambi del ‘500.
Non possiamo dimenticare la casa di Napoleone, come pure è interessante, nella vicina San Martino, la villa napoleonica con i ricordi di Bonaparte esule.
Da Terme San Giovanni si può compiere un periplo dell'isola di grande interesse naturalistico.
Ritornati sulla terraferma ci rechiamo a Saturnia, in provincia di Grosseto, le cui terme sorgono a circa 7 km dalla città, in mezzo ai boschi, e utilizzano una
sorgente di acqua sulfurea a 37,5°C.
Vale la pena di visitare anche l'abitato: dietro la Parrocchiale, interessanti sono le fortificazioni costruite dai senesi nel XIV secolo. Opera romana sono l'arco e i
conci di una porta bimillenaria, ma i resti delle mura che a tratti intravediamo sono oggetto di studio degli esperti in quanto, con i loro grandi massi poligonali, lasciano supporre
l'appartenenza addirittura a epoche pre-etrusche.
Di civiltà etrusca sono poi le tombe rinvenute nei dintorni. una piccola parte dei reperti è esposta in una raccolta locale, il resto nei musei archeologici di Firenze
e di Grosseto.
Dalle Terme di Saturnia si può raggiungere facilmente il Monte Amiata e il lago di Bolsena che consigliamo per l'interesse paesaggistico che offrono.
Giungendo in prossimità del Monte Cetona, arriviamo a San Casciano dei Bagni. Il centro è un agglomerato medoevale circondato da un parco naturale, dalle strade strette e pittoresche disposte attorno alla chiesa e al campanile.
A poca distanza dal centro abitato scaturiscono 42 sorgenti di acque termominerali radioattive. Queste acque, di indubbia qualità curativa, fuoriescono in caratteristiche polle allo stato
naturale.
Le Terme si trovano a poca distanza dall'abitato. Si narra che lo stesso Orazio, grazie all'uso di queste acque, sia guarito da una grave oftalmia.
I Medici ebbero cura delle attrezzature: il portico in travertino che precede il bagno fu fatto costruire da Ferdinando II agli inizi del ‘600. Nei pressi delle Terme si può visitare una chiesa
romanica (XI secolo), ma l'attrattiva certo più importante è costituita dal paesaggio circostante che, caratterizzato da un susseguirsi di valli e di monti ricchi di boschi e dominato dal Monte
Amiata, invita a passeggiate e escursioni.
Riprendiamo il nostro viaggio dirigendoci in Val d'Orcia. Il paesaggio di questa valle, caratterizzato da un susseguirsi di suggestivi rilievi collinari, è segnato dal tracciato medioevale della via Cassia.
Bagno Vignoni, sempre in provincia di Siena, si trova su un piccolo altopiano che si eleva sul fondovalle del fiume Orcia. Dalla grande sorgente a 36
polle, sgorgante nel medesimo luogo dello stabilimento, fuoriesce un'acqua bicarbonato solfato-alcalino-terrosa ipertermale (51°C).
Le Terme di Bagno Vignoni derivano il nome dal vecchio Castello di Vignoni, i cui resti si vedono ancora vicino al fiume Orcia. Si pensa addirittura che le acque
fossero note agli Etruschi, ma se queste ipotesi è incerta, è sicuramente vero che furono usate dai Romani, come attesta una lapide ex voto a celebrazione dell'efficacia delle cure. L'acqua fu
usata per curarsi anche da Lorenzo il Magnifico nel 1490.
Ci avviamo nei dintorni e arriviamo a San Quirico d'Orcia con la sua Collegiata romanica. Di qui raggiungiamo Castiglione d'Orcia, dove visitiamo la Pieve di
origine romanica, la chiesetta di Santa Maria Maddalena e, nelle vicinanze, il borgo medievale di Rocca d'Orcia. Non molto distante si trova Pienza, città rinascimentale ricca di monumenti.
Pienza era un borgo medievale, Corsignano, che fu trasformato nel quindicesimo secolo per volontà di Papa Pio II, che vi era nato. A seguito della sua visita del 1459, infatti, il pontefice
umanista e letterato mise a punto un programma di trasformazione completa del borgo, con il preciso scopo di rinnovare l'abitato e di dare prestigio al luogo natale. E nel suo programma tenne
conto indubbiamente delle teorie sulla città e sull'architettura espresse non molti anni prima da Leon Battista Alberti.
A realizzare l'idea fu chiamato l'architetto Bernardo Rossellino, già collaboratore dell'Alberti. Il programma di intervento comprendeva poi la costruzione di numerosi
palazzi e residenze destinati ai cardinali del seguito papale, mentre per le esigenze della popolazione povera si costruirono 12 case nuove in prossimità delle mura e della Porta al Ciglio. Anche
il Palazzo Pubblico, che si trova proprio di fronte alla Cattedrale, fu edificato negli stessi anni.
Continuiamo il nostro percorso sino alle Terme di Petriolo, situate in posizione isolata, nel medio bacino del fiume Ombrone, al confine tra le
province di Siena e di Grosseto.
Le prime notizie certe sul borgo di Petriolo risalgono al 1230, mentre le prime rudimentali attrezzature vengono datate al 1266. Nei secoli successivi studiosi come
Gentile da Foligno, Ugolino da Montecatini, Michele Savonarola e altri, hanno descritto nei loro trattati le qualità e le proprietà curative di queste acque. Ma la vera completa valorizzazione si
ha soltanto con la costruzione dell'attuale modernissimo complesso termale-alberghiero, sorto a poco a distanza dal vecchio stabilimento.
Da Terme di Petriolo possiamo incamminarci per l'ambiente maremmano circostante. La visita di questi panorami così semplici e intatti non manca certo di suggestioni. Ai
buongustai la zona offre, inoltre, numerose specialità gastronomiche. Notevoli anche i prodotti dell'artigianato locale. Tutt’intorno scorgiamo paesetti arroccati sulle alture. Se vogliamo
visitare, inoltre, un grande centro d'arte, possiamo recarci con la comoda superstrada a Siena, ma anche Grosseto offre motivi di interesse storico e artistico.
Siena si estende su tre colli scoscesi che la città ha avvolto con le sue mura. Il cuore, con la sua caratteristica forma di Y rovesciata, è Piazza del Campo, verso la
quale tutto sembra convergere, dove il palazzo pubblico, e più ancora l'alta Torre del Mangia, si pongono come perno assoluto. La sua immagine è trecentesca, ma la sopravvivenza di questo volto
non è casuale: è il risultato di una scelta tenace di fedeltà a un passato sentito come tradizione irrinunciabile: qui, infatti, persino il Rinascimento ha lasciato tracce di sé abbastanza
circoscritte.
Di Siena, naturalmente, non possiamo dimenticare il Palio, altro evento unico ed eccezionale. il Palio è ”la festa” dei senesi, persone gelose delle loro tradizioni,
capaci ancora di vivere proiettati verso il futuro senza per questo dimenticare le loro radici.
Ora riprendiamo il nostro viaggio per fare una lunga sosta a Chianciano Terme. L'omonimo paese, annidato su un'altura con vasti panorami verso l'Umbria, conserva tracce di architettura medievale e, nel palazzo dell'Arcipretura, un piccolo museo d'arte antica che espone numerose opere di grande valore artistico.
Entrando nel centro storico attraverso l'antica porta Rivellini, subito a sinistra, dopo la chiesetta della Misericordia, vediamo l'imponente mole del Castello dei Conti Manenti. In fondo domina la Torre dell'Orologio, sotto la quale, da un alto muro, possiamo ammirare un suggestivo panorama sovrastato dal Monte Amiata e dal Monte Cetona, e animato dalla torre quadrata del Castello di Sarteano, dalla lontana Chiusi con il suo lago e Città della Pieve Continuando la salita fino alla Piazza del Municipio, si imbocca via Solferino e, sulla destra, si scorge un susseguirsi di antiche suggestioni: piccoli borghi con archi, vecchie casette e qualche piazzetta.
A 3 km dal paese, il complesso delle terme si impone con i suoi numerosissimi e moderni alberghi, con le sue acque, con il grande parco e con i suoi bagni che la rendono famosa in tutto il mondo.
Riprendiamo il nostro ”andar per terme” e rechiamoci a Montepulciano, sempre in provincia di Siena. La storia della città è segnata dalla particolare collocazione sulla dorsale collinare fra la Val di Chiana e la Val d'Orcia, che ne ha caratterizzato anche il disegno urbano.
La crescita del centro risultò particolarmente importante per i due potenti comuni di Siena e di Firenze che, tramite il possesso della città, avrebbero potuto di fatto assicurarsi il controllo della Val di Chiana e della Val d'Orcia. Così, fiorentini e senesi si scontrarono più volte per il possesso di Montepulciano.
Le sue attività mercantili di largo raggio traggono vantaggio dalla posizione privilegiata della città su importanti assi viari: ne deriva una precisa articolazione del tessuto cittadino in rapporto alle diverse funzioni. Così si può individuare nella piazza del comune (Piazza Grande) il polo rappresentativo istituzionale; in via dei Ricci l'asse delle attività mercantili; la Piazza delle Erbe come luogo destinato al mercato delle vettovaglie; infine le ”Rughe” e il borgo di ultima espansione (Gracciano, Ciliano) sono le zone preferite dalle attività manifatturiere.
Importante operazione fu la sistemazione della Piazza Grande con il riassetto del palazzo comunale intrapreso dall'architetto fiorentino Michelozzo Michelozzi.
Nel corso del XVI secolo Montepulciano conobbe un periodo di importante rinnovamento della sua immagine urbana.
Antonio Di Sangallo il Vecchio vi attese ai lavori della fortezza, costruì la chiesa della Madonna di San Biagio e i numerosi palazzi signorili tra cui quelli Contucci,
Cecconi e Cervini. Successivamente vi si realizzarono grandiose opere come il completamento del Duomo e la costruzione delle chiese del Gesù, di Santa Lucia, di San Bernardo, di San Giuseppe e di
San Lorenzo.
Mentre percorriamo le vie della città, visitando questi splendidi monumenti del passato, non ci dimentichiamo ovviamente che oggi Montepulciano vanta anche un grande
complesso termale che sorge a metà strada con Chianciano Terme e offre notevoli attrezzature per lo sport e gli svaghi.
La nostra prossima tappa è Rapolano Terme, un pittoresco paese sul fianco occidentale della dorsale fra Valdichiana e la valle dell'Ombrone, in mezzo a
colline coperte di querce secolari. Il paese appare ancora in parte cinto dalle sue mura medioevali e dalle sue torri. È una zona molto fertile, assolata, adatta alla coltivazione del granturco e
della vite. È anche ricca di travertino, quello stesso impiegato in tante costruzioni toscane.
Un altro dono naturale scaturisce dalle profondità della terra: le calde acque sulfuree che alimentano gli impianti dei due stabilimenti termali: quello di Sangiovanni
e quello dell'Antica Querciolaia. In quest'ultimo c'è la cosiddetta Fontana Intermittente, così descritta in una guida del 1901: ”Dopo un quarto d'ora di evanescenza, l'acqua comincia a salire
oltre la boccia della bocca del tubo, innalzandosi gradatamente sempre più con forza crescente, come un'alta colonna che si rompe alla sommità in un enorme fiocco spumante, i cui spruzzi
diffondono all'intorno il tepore della calda sorgente. Il getto continua ancora per alcuni minuti al suo massimo, e poi con la stessa gradazione con cui è salito va a poco a poco abbassandosi,
fino a scomparire del tutto”.
Dopo la visita alla medioevale Torre dei Tintori e alla Pieve di San Vittore, romanica, lasciamo Rapolano Terme e ci inoltriamo nei dintorni, dove numerosi sono i
centri piccoli e grandi, tutti di impianto medioevale, che meritano la nostra attenzione.
Tra questi: Asciano con le sue mura trecentesche, le chiese medioevali della Collegiata di San Francesco, il Museo di Arte Sacra il Museo Etrusco; Lucignano, con il suo
singolare impianto urbanistico e le chiese di San Francesco e della Madonna delle Querce; Monte San Savino, con la Rocca trecentesca, la Loggia dei Mercanti e il Palazzo Comunale,
rinascimentali.
Ogni angolo della Toscana è un ribillire di acque termali: >>Equi Terme (MS), >>Bagni di Lucca (LU), >>San Giuliano Terme (PI), >>Uliveto Terme (PI), >>Terme San Giovanni (LI), >>Terme di Venturina (LI), >>Gambassi Terme (FI), >>Bagni San Filippo (SI), >>Sarteano (SI), >>Bagnore (GR), >>Fonteblanda Terme dell'Osa (GR).
Lasciamo la terra di Toscana e arriviamo nelle Marche, in provincia di Ancona.
San Vittore è un piccolo centro situato nella bassa valle del Sentino, poco a monte della confluenza con il fiume Esino. Una notevole attrattiva
storico artistica è costituita dalla chiesa romanica di San Vittore delle Chiuse, adiacente al complesso termale. Di grande interesse naturalistico è, invece, il complesso speleologico delle
Grotte di Frasassi.
Raggiungiamo poi un'altra delle principali mete turistiche della zona, Sassoferrato. Degno di nota il nucleo medioevale con il Castello, la chiesa gotica di San
Francesco, il Museo Civico e il Museo di Arte e tradizioni Popolari.
Lasciamo Sassoferrato e andiamo a Fabriano. Nella piazza del Comune troviamo il Palazzo del Podestà, la Fontana e il Palazzo Vescovile. Visitiamo anche la Pinacoteca
Comunale e il Duomo, rifatto nel XVII secolo.
Raggiungiamo Tolentino in provincia di Macerata. A pochi chilometri dal centro abitato, nella contrada di Santa Lucia, nel mezzo di un bosco di querce, sorge il complesso termale.
Sul luogo dell'attuale Tolentino, i reperti archeologici indicano l'esistenza di un insediamento romano. Tra il XIII e il XV secolo, il periodo di maggior sviluppo per Tolentino, l'attività edilizia privata si accompagna alle realizzazioni di importanti edifici pubblici: visitiamo il Castello dell'Arancia appena a valle della città, il Palazzo del Podestà e l'ospedale di San Grimaldo, può poco fuori Porta Adriana. Proseguiamo visitando la basilica di San Nicola dei Tolentini e vari edifici nobiliari come i palazzi Brancadori, Mauruzi, S. Gallo.
Terminata la visita al centro abitato ci dirigiamo ora a Camerino, una cittadina di interesse ambientale e storico artistico.
La quasi trisecolare signoria camerte della famiglia di Varano ha lasciato qui cospicue impronte urbanistiche anche nel territorio circostante, sul quale si è
esercitato a lungo il suo dominio.
L'impronta di una così lunga storia è ancora leggibile in rocche, castelli, pievi, luoghi di culto che popolano queste contrade. Fra gli argomenti di visita, ci limitiamo a suggerire quello più strettamente legato alla storia di Camerino: il sistema difensivo sviluppato fra il ‘200 e il ‘500.
Lasciamo ora Camerino per aggiungere Sarnano, centro termale dal suggestivo e ben conservato borgo medievale, caratterizzato da strette ripide viuzze. Sulla Piazza Alta, centro storico del borgo, si affacciano antichi edifici.
Lo stabilimento termale si trova nella parte moderna del centro.
Siamo ora ad Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno. è un grazioso paese lungo la via Salaria che domina il corso del fiume Tronto. Le acque
termali di Acquasanta erano note anche ai Romani: scrittori e studiosi da Plinio in poi hanno riconosciuto le loro proprietà curative. Tra le testimonianze remote, quella di Livio che negli
annali ricorda il beneficio che ne ebbe L.M. Planco, console nel 50 a.C.
Acquasanta fu mansio romana, denominata, proprio per le sue acque Vicus ad Acquas o semplicemente Ad Aquas. Anche nel medioevo rimane
viva la fama di queste fonti: secondo lo storico Marcucci, anche Carlo Magno, diretto ad Ascoli Piceno per la via Salaria, avrebbe fatto sosta ad Acquasanta per prendervi i bagni.
Nell'abitato osserviamo qualche casa cinquecentesca e i dipinti della chiesetta di Santa Maria Maddalena.
Molto interessanti sono le frazioni di Acquasanta: Paggese, per il suo aspetto medievale e per la Parrocchiale; San Vito, per alcuni edifici originari del XV secolo;
Quintodecimo e Castel di Luco, un castello medievale con le sottostanti pittoresche casette di artigiani.
Merita certo una visita Ascoli Piceno, città d'arte, ma interessante anche per le manifestazioni (il torneo cavalleresco della Quintana in agosto) e le prelibatezze
gastronomiche (soprattutto i fritti e le olive ripiene) che offre ai suoi visitatori.
In più, ogni angolo delle Marche abbonda di fonti termali: >>Aspio Terme (AN), >>Carignano Terme (PU), >>Monte Grimano (PU), >>Penna San Giovanni (MC), >>Torre di Palme (AP).
Lasciamo le Marche per entrare in Umbria. Da Acquasanta risaliamo fino alle Terme di Fontecchio, un piccolo centro termale in provincia di Perugia nel versante orientale della valle del Tevere.
Le sue acque erano già note ai Romani, come si può dedurre anche dai reperti venuti alla luce nel 1860, in occasione dei lavori per la protezione della sorgente. Sono anche ricordate da Plinio il Giovane, che nei dintorni di Città di Castello possedeva una villa.
Nel secolo XVIII le sorgenti andarono quasi perdute, ma il terremoto del 1789 le fece riapparire abbondanti.
Nei dintorni andiamo a visitare Città di Castello con i suoi edifici civili e religiosi di interesse artistico, come il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà,
entrambi i trecenteschi. E ancora, il Duomo, di origine romanica, la Pinacoteca Comunale, la chiesa gotica di San Domenico.
Da Città di Castello possiamo compiere numerose escursioni a città d'arte e centri interessanti tra cui Sansepolcro, dove possiamo ammirare nel Museo Civico i dipinti
di Piero della Francesca, per poi recarci a vedere le case del grande maestro, interessante esempio di residenza civile quattrocentesca, forse progettata dal pittore stesso, oggi in condizioni di
degrado.
Discendiamo poi in provincia di Terni. Qui troviamo Acquasparta con le sue Terme, un centro popoloso posto sopra un Colle e cinto da mura medievali.
Anch'essa fu rinomata fin dall'epoca romana per le sue acque.
Pare che il suo nome derivi dalle numerose sorgenti che scaturiscono dal colle di travertino e tufo su cui sorge il paese. La Sorgente dell'Amerino era chiamata a un
tempo Sorgente di San Francesco, perché tenuta in considerazione del Santo, che visse per un certo periodo in un eremo poco distante.
Visitiamo il grandioso Palazzo Cesi, del secolo sedicesimo, e le chiese di San Francesco del secolo tredicesimo e di Santa Cecilia con la sua cappella
cinquecentesca.
Numerose sono anche le mete turistiche, alcune delle quali di grande interesse come Todi e Spoleto. Tra le più vicine possiamo ammirare le rovine della città romana di
Carsulae, non lontana da San Gemini che ci appropriamo a raggiungere.
San Gemini in provincia di Terni è una caratteristica cittadina, in parte medievale e in parte moderna, molto nota per l'acqua omonima che scaturisce nelle vicinanze,
impiegate nella cura delle malattie delle vie digerenti nell’attrezzato stabilimento termale immerso in un parco molto vasto.
La città era già abitata in epoca romana, come attestano alcuni rinvenimenti. Sangemini presenta vari motivi di interesse.
Nella piazza centrale ammiriamo la chiesa gotica di San Francesco e nel nucleo medioevale il Palazzo del Popolo e la parrocchiale di San Giovanni; fuori dall'abitato la chiesa romanica di San Nicolò.
A pochi chilometri meritano una visita la città di Narni, per il suo impianto medievale, e le spettacolari Cascate delle Marmore.
Arriviamo nel Lazio e precisamente a Viterbo. L'efficacia terapeutica delle acque termali del viterbese fu certamente nota anche agli etruschi che qui lasciarono larghe
impronte della loro presenza e della loro civiltà. Lo stanno attestano vari scritti di autori latini che ammiravano di quel popolo l'arte di curare le malattie.
La rinomanza di Viterbo in campo idrologico è legata soprattutto a quella del Bullicame, la più importante delle sorgenti ipertermali della zona, citata anche da Dante
nella divina Commedia. Secondo un'antica leggenda il laghetto termale sarebbe stato formato da Ercole. I Romani sfruttarono largamente le acque termali del viterbese: oggi si riconoscono i ruderi
sparsi in ben 14 antichi stabilimenti.
Lo stabilimento, attualmente proprietà del Comune di Viterbo, era stato edificato nel 1846 e successivamente ampliato.
La visita di Viterbo è di grande interesse storico-artistico. Il centro della città è la piazza del Plebiscito, su cui si affaccia il Palazzo Comunale.
Di grande interesse sono il Palazzo Farnese e la Cattedrale eretta nel XII secolo.
Il Palazzo Papale, del XIII secolo, è un tipico monumento del gotico viterbese. Il quartiere medioevale è la parte più pittoresca della città. Innumerevoli sono poi le mete turistiche raggiungibili da Viterbo.
Di facile accesso è anche il lago di Bolsena, ma tutta quanta la Tuscia è ricchissima di testimonianze storico-artistiche: tra le maggiori mete vanno certo ricordate Tuscania e Tarquinia.
Dirigiamoci adesso a Fonte Cottorella, una piccola stazione di cure idropiniche nella provincia di Rieti. si ritiene che l'acqua Cottorella fosse conosciuta e utilizzata già in epoca romana.
Raggiungiamo innanzitutto Rieti. Il centro cittadino è costituito da due piazze comunicanti, Vittorio Emanuele Cesare Battisti, nelle quali si trovano, rispettivamente,
il Palazzo comunale e il Palazzo della Prefettura, insieme al Duomo. Pittoresco è anche l'attiguo Palazzo vescovile.
Nei dintorni non va tralasciata, in quanto molto suggestiva, la visita ai due conventi francescani di Fonte Colombo e di Greccio.
Siamo adesso in provincia di Roma e precisamente a Bagni di Tivoli. Le “aquae albulae” erano conosciute dai Romani e utilizzate già in età imperiale.
”Sul golfo tiburtino ormai non resta più terreno da coltivare con l'aratro” diceva Orazio, per la fitta presenza di ville.
In realtà, nessuna delle tre ville che oggi costituiscono l'attrattiva principale del luogo, e cioè la Villa Adriana, la Villa d'Este e la Gregoriana, esisteva
ancora.
Il centro termale è dotato di numerose sorgenti di vastissime piscine.
Dalla provincia di Roma ci spostiamo a quella di Frosinone. Qui troviamo una delle più importanti stazioni termali d'Italia, in una conca incorniciata dai Monti Ernici:
Fiuggi.
I primi documenti certi sull'uso terapeutico delle acque di Fiuggi risalgono al medioevo. Allora col nome di “Fiuggi” si indicava solo la fonte.
Il centro abitato, oggi nucleo storico, era denominato Anticoli di Campagna e tale rimase sino al 1911, quando ha inizio il vero sviluppo della stazione termale.
Tra i personaggi importanti che usufruirono di quest'acqua compaiono Bonifacio VIII nonché Michelangelo. Nel 1963 entra in funzione il nuovo stabilimento di imbottigliamento e vengono ristrutturate la Fonte Anticolana è quella di Bonifacio VIII.
Dalla provincia di Roma ci spostiamo a quella di Frosinone. Qui troviamo una delle più importanti stazioni termali d'Italia, in una conca incorniciata dai Monti Ernici:
Fiuggi.
I primi documenti certi sull'uso terapeutico delle acque di Fiuggi risalgono al medioevo. Allora col nome di “Fiuggi” si indicava solo la fonte.
Il centro abitato, oggi nucleo storico, era denominato Anticoli di Campagna e tale rimase sino al 1911, quando ha inizio il vero sviluppo della stazione termale.
Tra i personaggi importanti che usufruirono di quest'acqua compaiono Bonifacio VIII nonché Michelangelo. Nel 1963 entra in funzione il nuovo stabilimento di imbottigliamento e vengono ristrutturate la Fonte Anticolana è quella di Bonifacio VIII.
Lasciamo momentaneamente il Lazio per arrivare in Abruzzo, nella provincia di Pescara e precisamente a Caramanico Terme.
È una stazione di cure e di soggiorno situata alle pendici della Majella. In un parco che si trova nella parte più alta del paese sorgono le terme. Dalle due sorgenti
sgorgano acque sulfuree.
Le origini di Caramanico risalgono a poco prima del Mille. Secondo una leggenda, sarebbe stata fondata nel nel 980 da un certo monaco Caro, nipote di Carlo Magno.
Ebbe sviluppo e prosperità soprattutto nel XV secolo, come attestano la sua struttura urbanistica e i suoi monumenti. Fra i principali, oltre alle mura medievali e ai
resti del castello, le chiese di Santa Maria Maggiore, di San Domenico e di San Nicola.
Nei dintorni ci spingiamo sino a Sulmona un paese con importanti monumenti tra cui il complesso dell'Annunziata, il Duomo e la chiesa di San Francesco della
Scarpa.
Grande interesse e importanza riveste anche l'Abbazia di San Clemente a Casauria.
Ritorniamo ancora nel Lazio, nella provincia di Latina. Ci troviamo a Terme di Suio, alla destra del fiume Garigliano.
Le acque termali di Suio erano tenute in gran pregio dai romani. Qui erano le “Acquae Vescinae”, ricordate da Lucano e da Plinio e frequentate durante tutta l'epoca imperiale.
Dalle Terme di Suio raggiungiamo la vicina Minturno con la sua urbanistica medievale. Si possono toccare anche le cittadine di Formia e di Gaeta, entrambe stazioni balneari, ma interessanti soprattutto dal punto di vista archeologico e da quello storico-artistico.
Sempre nella zona, ma all'interno, c'è Cassino con la storica Abbazia di Montecassino.
Altre mete termali interessanti in questo territorio: >>Canistro (AQ),
>>Bagni di Stigliano (RM), >>Cretone (RM), >>Palestrina (RM), >>Ferentino (FR), >>Musignano (VT), >>Orte (VT). >>Terme di Cotilia (RI).