Il nostro itinerario attraverso le più importanti Terme d'Italia e i loro dintorni ci porta in Campania ad Agnano Terme, in provincia di Napoli, nel comprensorio dei Campi Flegrei, zona ricca di mille presenze paesaggistiche e archeologiche alle porte di Napoli.
Il bacino di Agnano, cratere vulcanico di antica formazione, era conosciuto e frequentato a scopo curativo fin da tempi remoti. Il sudatorio fu usato dai coloni calcidesi, poi dai romani, che lasciarono un grosso impianto termale. Di grande attrazione anche, nelle vicinanze, l'ippodromo di Agnano, uno dei più importanti impianti del genere in Italia.
Pozzuoli, in provincia di Napoli è il più importante centro dei Campi Flegrei. Data l'abbondanza delle sue sorgenti termali, fu chiamata “Puteoli” dai Romani, con i quali divenne uno dei più importanti porti militari e commerciali del Mediterraneo.
Le sue terme furono celebrate da scrittori latini come Tacito, Livio, Cicerone e Seneca. Il terremoto del 1538 e i fenomeni bradisismici tipici del Golfo di Pozzuoli portarono alla dispersione di molte sorgenti naturali e alla distruzione di gran parte degli impianti termali.
Nella odierna Pozzuoli, a testimonianza del suo glorioso passato, sono ancora in parte visibili alcuni edifici dell'antica città: il cosiddetto tempio di Augusto, nel rione Terra; i due anfiteatri: quello Flavio (I secolo d.C., tra più grandi d'Italia dopo il Colosseo è quello di Santa Maria di Vetere) e quello repubblicano, più antico e più piccolo; il cosiddetto tempio di Serapide, un grande mercato pubblico con un cortile porticato e un edificio circolare al centro.
Sulle colonne di questo edificio, detto comunemente “Serapeo”, il livello del suolo, che si è innalzato e abbassato per il bradisismo, è segnato da fori che sono stati lasciati dai litodomi, molluschi che vivono sulla superficie dell'acqua.
Dopo la nostra tappa a Pozzuoli, lasciamo la terraferma, ci imbarchiamo e finalmente raggiungiamo quello che si può definire il ”paradiso” delle Terme: l'Isola d'ischia.
Ischia è la più grande delle isole del Golfo di Napoli. Comprende i comuni di Ischia, Barano d'Ischia, Serrara Fontana, Forio, Lacco Ameno e Casamicciola Terme, tutti
con importanti impianti termali.
Boschi, pinete, persino un vulcano spento, l’Epomeo, fanno dell'isola una meta di turismo completa, insieme alle Terme, ai reperti archeologici, all'agricoltura (vini,
soprattutto) e all'arte. È un'isola della configurazione molto complessa per la sua natura vulcanica. La sua storia è percorsa da eventi sismici che ne hanno più volte mutato l'aspetto.
L'isola presenta non poche difficoltà a chi voglia delinearne un profilo storico unitario in quanto i suoi borghi si svilupparono seguendo autonomamente due direttrici
fondamentali: il rapporto con il mare e quello con la campagna. Inoltre, le alterazioni sismiche hanno causato il continuo spostamento di interi nuclei abitati. Un caso a parte rappresentano i
centri di Casamicciola e Lacco Ameno. Entrambi sede di bagni termali sin dall'antichità, svilupparono in modo particolare questa attività divenendo nel secolo XIX luoghi rinomatissimi per le
cure, frequentati dalle famiglie aristocratiche di mezza Europa.
Iniziamo il nostro ”andar per terme” sull'isola Ischia. Per le terapie che si praticano nelle antiche e nelle nuove terme di Ischia vengono utilizzate le acque
salso-bromo-iodiche-radioattive.
Non deve mancare comunque una visita alla città. Questa cittadella cominciò a costituirsi nel V secolo, all'epoca del dominio bizantino. In seguito, Carlo I d’Angiò
fece costruire sulla cima dello scoglio della cittadella bizantina un mastio quadrangolare con torrioni cilindrici.
Andiamo per via Roma e sulla sinistra troviamo la chiesa di Santa Maria delle Grazie. In corso Vittoria Colonna c'è la chiesa di Sant'Antonio fondata nel 1225
trasformata radicalmente nel 1740.
Proseguendo in direzione di Ischia ponte arriviamo all'antico seminario ora in rovina. da qui, dopo aver superato il ponte aragonese, iniziamo la salita che porta ai resti del Castello e dell'antica Cattedrale.
Il periplo dell'isola ci porta ora a Barano d'Ischia, a dominio della bella spiaggia del Lido dei Maronti, nella cui zona sorgono i complessi termali. Giungiamo ora a
Serrara Fontana con la vicinissima e bellissima frazione di Sant'Angelo. Qui si può partire, a dorso di mulo, per una escursione al monte Epomeo, dove si possono ammirare le uniche abitazioni
italiane scavate nel tufo vulcanico. Risalgono al ‘400 e sono ancora abitate da contadini.
Proseguiamo per Forio. La località fu abitata fin dai primi colonizzatori greci dell'isola. Entrando nell'abitato di Forio troviamo la chiesa di San Gaetano;
successivamente la chiesa di Santa Maria di Loreto, forse la più grande dell'isola. Giunti alla piazza del Comune troviamo, affiancate, la chiesa di San Francesco e quella di Santa Maria Visita
Poveri.
Da questa chiesa muove, il giorno di Pasqua, la processione detta la corsa dell'angelo, durante la quale quattro antiche statue lignee raffiguranti un
angelo, la Vergine, San Giovanni Evangelista e il Redentore, vengono portate a spalla lungo le strade, riproponendo come sacra rappresentazione l'annuncio della Resurrezione.
Lasciamo ora Forio e arriviamo a Lacco Ameno che, come già detto, fu sede di bagni termali fin dall'antichità. La sua fortuna fu segnata agli inizi di questo secolo dal
riconoscimento dell'alto valore terapeutico delle sue acque termali. Visitiamo il santuario di Santa Restituta, costituito da due chiese, una dell'Ottocento, l'altra risalente al Mille, sorta
sopra una basilica paleocristiana.
Terminiamo il nostro piacevole “andar per Terme” isolano raggiungendo Casamicciola. Qui, secondo la leggenda, la Sibilla di Cuma avrebbe profetizzato la venuta di
Cristo. Si possono compiere piacevoli passeggiate sia nella parte bassa, lungo il litorale, sia sulle colline retrostanti, tra la bella vegetazione mediterranea e i suggestivi punti panoramici.
Tornati sulla terraferma non possiamo non dirigerci verso due mete di eccezionale interesse archeologico: Pompei ed Ercolano.
Le due città vennero distrutte dalla tremenda eruzione del Vesuvio avvenuta il 24 agosto del 79 d.C., di cui Plinio il giovane, testimone oculare, ci ha lasciato un dettagliato resoconto.
Mentre Pompei fu sommersa da una pioggia di lapilli, Ercolano venne invasa da un fiume di lava e fango che penetrò ovunque esso solidificandosi in un banco di tufo, sigillò ogni cosa conservando anche strutture lignee, materiale organico e cibi.
Dopo una doverosa e lunga visita ai resti delle due cittadine, riprendiamo il nostro viaggio per raggiungere la vicina Castellammare di Stabia, sempre
in provincia di Napoli, notevole centro industriale-commerciale e anche frequentatissima stazione termale e balneare.
Le sue sorgenti furono sfruttate dai Romani e ricordate da Plinio. Negli ultimi decenni è stato realizzato un nuovo complesso termale, sulla Collina del Solaro, dotato
di ampi spazi, di attrezzature sportive e di svago.
Passeggiando per il centro cittadino visitiamo il Duomo e la Chiesa del Gesù. È anche interessante visitare l'antiquarium stabiano.
Poi, lasciato il centro abitato, non possiamo non segnalare, lungo le costiere sorrentina e amalfitana, le notissime Sorrento, Massa Lubrense, Positano, Praiano e
Amalfi, assai interessanti per il paesaggio, l'arte, l'artigianato e persino per un fenomeno di archeologia industriale ante litteram (arsenali e cartiere di Amalfi).
Da Sorrento poi, si può prendere il vaporetto per raggiungere un'altra piccola gemma di questo mare: l'isola di Capri.
Di fondazione greca, Capri fu scelta da Augusto come luogo di villeggiatura e iniziò così ad essere un vero centro residenziale. , oltre le bellezze della natura,
possiamo ammirare le suggestive rovine della villa di Damecuta, di “Palazzo a Mare” (in realtà villa di Augusto), e di Villa Jovis.
Prima di lasciare la Campania, inoltre, non possiamo mancare di segnalare un'altra zona di notevole interesse archeologico: Paestum.
L'ampia area archeologica si presenta in un eccellente stato di conservazione dei monumenti principali.
I tre templi maggiori sono la cosiddetta Basilica, in realtà tempio dedicato a Hera, il Tempio di Cerere, della fine del VI secolo a.C. e, infine, il Tempio di Nettuno.
Molto interessante è la visita al museo archeologico. In esso è raccolto tutto il materiale proveniente dalla zona, sculture e altri manufatti, anche ceramici, rinvenuti in edifici sacri, nell'abitato e nelle necropoli. Tra questi ultimi, oltre al materiale preistorico trovato in tombe precedenti all'insediamento greco, sono di particolare rilievo le lastre dipinte della “tomba del Tuffatore” (480- 470 a.C.) e quelle delle tombe del IV a.C. con relativi corredi.
Per chi non si accontenta, queste sono le destinazioni da prendere in considerazione: >>Bagni di San Teodoro (AV), >>Contursi Terme (SA), >>Mondragone (CE), >>Telese (BN), >>Torre Annunziata (NA), >>Vico Equense (NA).
Andiamo ora verso l'interno e, giunti in Basilicata, arriviamo a Rapolla, in provincia di Potenza, un centro agricolo con notevole produzione vinicola, frequentato per cure termali.
Visitiamo la cattedrale di forme romaniche, la chiesa di Santa Lucia, del periodo normanno, e la chiesetta del Crocefisso.
Lasciato l'abitato, ci incamminiamo per una delle tante escursioni nella zona caratterizzata dalla presenza dell'antico, boscoso, vulcano del Vulture. Sottolineiamo
inoltre, l'importanza di cittadine quale Melfi, Venosa e Rionero, tutte di grandissimo interesse storico-archeologico.
Dopo Rapolla, eccoci in Puglia, a Margherita di Savoia, in provincia di Foggia. Si tratta di una cittadina presso la foce dell'Ofanto, tra il mare e le
saline, che sono tra le più importanti d'Europa e di antichissima origine. In passato la cittadina si chiamò, infatti, Salina di Barletta.
Il primo riferimento storico risale al tempo della battaglia di Canne, quando Annibale, bisognoso di riposo dopo il combattimento, si fermò a “Salapium”, pochi
chilometri dall'attuale Margherita di Savoia.
Di qui da qui sono raggiungibili numerose mete turistiche. Non può mancare un'escursione a Siponto, dove sono stati riportati alla luce i resti di alcune necropoli dell'età del ferro. Notevoli sono anche la città di Barletta, con le sue chiese medievali di Santo Stefano, Sant'Andrea e il Duomo; Trani con la sua importantissima cattedrale romanico pugliese e il castello; Canosa di Puglia con la cattedrale romanica e la tomba di Boemondo.
Raggiungiamo adesso Torre Canne, in provincia di Brindisi. La conoscenza delle qualità terapeutiche delle acque di Torre Canne risale al 1845 e, da oltre un secolo, le acque venivano utilizzate per la cura della popolazione non solo locale.
Da Torre Canne possiamo partire per arrivare ad altri centri di grande intere interesse paesistico e ambientale grazie a una tipica architettura spontanea, quale i trulli che costituiscono l'espressione più matura della costruzione in pietra a secco dell'intero bacino del Mediterraneo.
Alberobello è il principale centro della Murgia dei trulli. Visitiamo la cittadina, ovviamente a piedi. Sarà un'interessante passeggiata attraverso stradine e vicoletti che in continuazione riservano al visitatore indimenticabili scorci, anche se l'attività turistica ha compromesso notevolmente l'aspetto originario dei trulli.
Ci rechiamo adesso al rione Aia Piccola, certamente la parte più integra del centro antico e meno compromessa, anche se è notevole il degrado statico.
Raggiungiamo adesso Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce. Le sorgenti di Santa Cesarea scaturiscono in grotte carsico-marine, unica
manifestazione del genere in Puglia e, data tale peculiarità, sono ricordate negli scritti di Aristotele, di Strabone e di Claudiano. Tuttora non si hanno studi completi e precisi che spieghino
il meccanismo di formazione della qualità delle acque.
La costa del Salento in questo tratto è particolarmente pittoresca, soprattutto per la presenza di grotte abitate già in tempi preistorici dall'uomo, come la famosa
Grotta Zinzulusa.
Oltre a Lecce, molto importante nella zona è la cittadina di Otranto. La raggiungiamo per visitare la sua splendida cattedrale del 1088, che costituisce uno dei più grandi monumenti del romanico-pugliese. All'interno possiamo ammirare alcune pitture parietali che testimoniano l'influsso bizantino, ancora importante all'epoca della costruzione.
Il pavimento della chiesa è ricoperto da un grandioso mosaico, l'unico esemplare del genere superstite nel Mezzogiorno. Si sviluppa per l'intera dimensione della Chiesa attraverso tre alberi allegorici chiamati ”alberi della vita”, che esprimono una sorta di enciclopedia religiosa ed allegorica. Poderoso e anche il castello che fu opera aragonese.
Ci rechiamo ora verso Terme Caronte che, con la vicina Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, costituiscono un complesso termale importante nel versante tirrenico della Calabria. La conoscenza e l'uso della sorgente Caronte risalgono ad epoca remota.
Dalle terme si possono effettuare passeggiate ed escursioni nel territorio circostante: le varie località del litorale tirrenico offrono attrattive a non finire, dal folclore alle vestigia archeologiche e alla gastronomia.
Ci rechiamo nella vicina Sembiase che produce un vino molto apprezzato: lì visitiamo la Parrocchiale che presenta all'interno pregevoli decorazioni barocche. Nicastro è un altro centro artigianale noto per il tradizionale costume femminile: qui visitiamo l'antico rione San Teodoro con i ruderi del castello medievale.
Da Nicastro si possono effettuare numerose escursioni nella vicina Sila.
Raggiungiamo ora Cassano allo Ionio, centro agricolo e stazione termale, situato sulla destra del fiume Eiano, vicino alla piana di Sibari.
Lo stabilimento termale sfrutta le acque sulfuree di cinque sorgenti.
Non deve mancare una visita alla Cattedrale settecentesca nella cui cripta, di età normanna, sono custoditi affreschi di tipo bizantino.
Un'ultima tappa in Calabria, per raggiungere Spezzano Albanese, che deve il suo nome alla fondazione avvenuta a opera di alcuni profughi albanesi nel XV secolo, anche
se la cittadina era abitata già in età preistorica, come attestano le necropoli e i resti di un villaggio.
A 5 km è situata a Spezzano Albanese Terme, dove si trova lo stabilimento termale immerso in un parco molto vasto.
Da non mancare, in Calabria, una visita anche a queste altre mete termali: >>Antonimina Terme (RC), >>Galatro (RC),>>Cerchiara di Calabria (CS), >>Terme Luigiane (CS).
Passiamo ora lo Stretto di Messina: siamo arrivati in Sicilia.
Prima di imbarcarci per raggiungere l'isola di Vulcano, facciamo una sosta nella zona archeologica di Tindari. La città antica, a pianta ortogonale, era cinta da possenti mura. Sono ben visibili, oggi, l'agorà, il teatro ristrutturato in età romana con una stupenda vista sul mare, una domus con mosaici e abitazioni e terme di età romana.
Raggiungiamo quindi l'isola di Vulcano, che è la più meridionale dell'arcipelago delle Eolie. L'intera isola è di vivo interesse per le sue singolarità geologiche. Qui possiamo fare escursioni molto interessanti al Vulcanello e al gran cratere di Vulcano.
Vicina è l'isola di Lipari, interessante oltre che per le sue bellezze naturali, per la possente cinta muraria con il castello che fu sede dell'acropoli greca e poi romana. In alto possiamo ammirare la cittadella di origine normanna.
Nell'area archeologica, oggi parco, si sono svolti scavi che hanno messo in luce tutte le varie fasce culturali succedutesi nell'isola dal neolitico al periodo ellenico e romano, di cui è evidente un edificio termale del IV secolo con mosaici.
Separata solo da un braccio di mare, ci appare l'sola di Lipari, interessante oltre che per le sue bellezze naturali, per la possente cinta muraria con il castello che fu sede dell'acropoli greca e poi romana. In alto possiamo ammirare la cittadella di origine normanna.
Nell'area archeologica, oggi parco, si sono svolti scavi che hanno messo in luce tutte le varie fasce culturali succedutesi nell'isola dal neolitico al periodo ellenico e romano, di cui è evidente un edificio termale del IV secolo con mosaici.
Torniamo in Sicilia e raggiungiamo Castroreale Terme, in provincia di Messina, situata tra capo Tindari e il Monte Milazzo, dove sono sfruttate le acque bicarbonato-alcaline di due sorgenti.
Percorriamo la costa ionica sino ad arrivare a Taormina dove sono ancora cospicui resti greci e romani, prima di tutto il teatro, che risale probabilmente al III secolo a.C.
Da qui raggiungiamo Acireale, in provincia di Catania.
Le acque delle Terme di Santa Venera erano note e utilizzate fin dall'antichità.
Il centro storico di Acireale è interessante per gli edifici barocchi. Tra questi il Duomo, la Basilica dei San Pietro e Paolo, il palazzo comunale.
Nel nostro itinerario siciliano non deve mancare la visita a Piazza Armerina e alle rovine della Villa del Casale.
Rechiamoci ora a Calatafimi, tra rilievi del Monte San Vito e il Castello di cui vanno segnalati i resti del castello medievale.
Una stazione termale di primaria importanza è poi Sciacca, situata su un ripiano costiero a picco sul mare. Le terme erano già note in epoca romana.
Molto interessanti sono il Palazzetto quattrocentesco dello Steripinto, la chiesa trecentesca di Santa Margherita, il Duomo fondato in epoca normanna, il palazzo municipale.
Ecco alcune ulteriori mete termali in Sicilia: >>Alì Terme (ME), >>Terme Segestane (TP), >>Termini Imerese (PA), >>Sclafani Bagni (PA).
Sempre via mare proseguiamo il nostro ”andar per terme” e giungiamo in Sardegna, alle Terme di Sardara, in provincia di Cagliari.
Sempre via mare proseguiamo il nostro ”andar per terme” e giungiamo in Sardegna, alle Terme di Sardara, in provincia di Cagliari. La località
era nota e frequentata fin dall'antichità con il nome di “Thermae Napolitanae”. Durante i lavori di ristrutturazione del vecchio stabilimento termale furono rinvenuti materiali di età romana tra
cui vasi e monete.
A Sardara visitiamo la chiesa romanico gotica di San Gregorio.
Raggiungiamo poi la chiesetta di Sant'Anastasia, presso cui si trova un tempio nuragico del X secolo a.C..
Lasciato il centro abitato di Sardara ci rechiamo alla vicina Sanluri. Nel mezzo del paese si erge il castello, costruzione del XIV secolo, al cui interno è possibile
ammirare cimeli storici e una collezione di ceroplastiche del ‘700.
A pochi chilometri di distanza raggiungiamo Villanovaforru dove visitiamo il villaggio di origine nuragico di Genna Maria, oggetto di recenti scavi.
In provincia di Sassari troviamo invece le Terme di San Saturnino. Anche queste terme sono note fin dall'antichità e furono frequentate fino all'epoca spagnola.
Su una piccola altura, in vicinanza della torre di San Saturnino, è la chiesa medioevale omonima. Il vicino paese di Benetutti è noto per i suoi vivaci costumi femminili.
Terme Aurora sempre in provincia di Sassari, è l'ultima tappa, ma non per questo meno importante, del nostro lungo itinerario termale.
Sia dalle terme di San Saturnino sia da quelle di Aurora possiamo facilmente raggiungere paesi e città di notevole interesse storico e artistico.
Prendiamo le mosse da Bono, il principale centro della boscosa regione del Goceano. Da qui ci dirigiamo verso Burgos per visitare le pittoresche rovine del castello di di Goceano, originario del XII secolo.
Prima di lasciare la provincia di Sassari, si impone una visita a Codrongianus, interessante per la chiesa della Santissima Trinità di Saccargia, di epoca romanica, che
conserva piacevoli affreschi.
Ci spingiamo sino a Nuoro, città rappresentativa della tradizione e dei valori culturali dell'entroterra sardo. Qui visitiamo l'ottocentesco Duomo dove è possibile
ammirare la bella tela del Tiarini (secolo XVIII), raffigurante Cristo morto, e la piazza monumentale intitolata al poeta nuorese Sebastiano Satta.
Non lontano sorge la casa natale di grazia Deledda, oggi sede del museo deleddiano, mentre nel panoramico parco del Colle di S. Onofrio non si può mancare una visita al Museo della Vite e delle Tradizioni Popolari sarde, sintesi esauriente ed esplicativa degli aspetti più caratteristici di questa splendida isola.
Da non perdere anche queste destinazioni termali: >>Fordongianus (OR), >>Tempio Pausania (SS) >>Terme di Casteldoria (SS).