Il nostro viaggio alla scoperta delle terme italiane inizia nei pressi di Domodossola, in provincia di Novara, fra alti versanti rivestiti di castagneti in basso e di abeti in alto. inoltrati nella verdeggiante vallata del torrente Bogna che ci porta a Bognanco Fonti.
Le prime notizie circa l'efficacia terapeutica delle acque di Bognanco, ricche di bicarbonato, di magnesio, di calcio e di ferro, risalgono agli inizi della seconda meta del secolo scorso, mentre la valorizzazione del luogo come zona termale si avvia nell'ultimo decennio dell'Ottocento e avrà un notevole sviluppo soltanto dopo gli anni Cinquanta.
Gli ospiti di Bognanco Terme non hanno comunque di che annoiarsi: campi da tennis, bocciodromo, minigolf, teatro, discoteca, cinema e così via. lnoltre, le attrattive storico-artistiche nei dintorni non sono poche. A soli 4 km troviamo San Lorenzo e la sua parrocchiale cinquecentesca.
Non meno interessante è la gita a Domodossola, che dista soltanto 7.5 km, per la caratteristica piazza del Mercato, il vicino palazzo Silva, dei secoli XVI-XVII, e il palazzo di S. Francesco, che ospita il Museo di Storia Naturale.
Oltrepassato il confine con la Val d’Aosta, ci dirigiamo verso la vicina Saint-Vincent, nota stazione turistica e di cure termali.
Oltrepassato il confine con la Val d’Aosta, ci dirigiamo verso la vicina Saint-Vincent, nota stazione turistica e di cure termali.
Le Nuove Terme sono situate su un colle all'estremità est del centro abitato e le si può raggiungere servendosi di una breve funicolare. Le proprietà curative delle
acque della Fons salutis erano già note nel Settecento. Infatti, sin da allora esse vengono usate nella cura delle malattie dell'apparato digerente, del fegato e del ricambio.
Di ritorno dalle terme, attraversando l'abitato in direzione opposta, raggiungiamo un'altra tra le maggiori attrattive del luogo: il Casinò de la Vallee.
Durante la visita alla città sostiamo alla chiesa di S. Vincenzo. edificata sulle e rovine di una villa romana, per ammirare le strutture romaniche del XII secolo. Gli
affreschi, che risalgono ai secoli XV-XVI, e la cripta preromanica con impianto termale romano che recenti restauri hanno rivalorizzato.
Per il fuori porta non possiamo non segnalare il giro di castelli valdostani, in particolare, nei dintorni. La visita al castello di Ussel, nei pressi di Chatillon,
noto per gli affreschi quattrocenteschi che decorano le mura perimetrali delle rovine, a quello di Verres eretto tra il 1360 e il 1390 su una rupe isolata, ampliato e circondato dalle mura nel
1536, a quello di lssogne, significativo esempio di dimora signorile (1480), eretto in stile gotico-rinascimentale e ricco di affreschi, e a quello di Fenis dei secoli XIII-XV.
In Valle d'Aosta, oltre a quelle di Saint-Vincent, mertitano una visita anche quelle di >>Pre-Saint-Didier (AO).
Da qui ritorniamo sui nostri passi, in Piemonte. Abbiamo superato Roccaforte Mondovì di soli 5 km e ci troviamo nella fresca e boscosa valle del torrente Lurisia, affluente dell'Ellero.
In questa zona, già frequentata per i soggiorni estivi e per gli sport invernali, è situata un'importante stazione termale famosa per le eccezionali qualità di radioattività e di leggerezza delle sue sorgenti: le Terme di Lurisia (CN).
La scoperta di minerali radioattivi nelle cave di pietra della valle risale al 1913 e nel 1927 vengono riconosciute le qualità di radioattività delle sorgenti. lntorno al 1940 sorgono il primo stabilimento e il primo albergo, ma è soltanto nel dopoguerra che si ha uno sviluppo completo del luogo come zona termale. In effetti sembra proprio di essere in vacanza: campi da tennis. di bocce. piscina. pesca sportiva, discoteca.
Nell'alta valle del Tanaro, tra folti boschi di castagni, Garessio (CN) si caratterizza per il suo assetto urbanistico impostato su quattro borgate. Di particolare attrattiva sono il borgo medievale e le due chiese principali. Entrambe barocche. di S. Caterina e dell'Assunta, quest'ultima con campanile gotico del 1473.
Da qui ci rechiamo alle Fonti S. Bernardo che scaturiscono a circa 1.000 metri presso il colle omonimo. La valorizzazione delle sorgenti iniziò agli esordi del secolo, ma le proprietà terapeutiche delle acque soprattutto per le malattie del ricambio, erano note agli abitanti del luogo già da molto tempo, tanto da denominarle “miracolose".
I dintorni boscosi di Garessio ci invitano a rilassanti passeggiate: piacevolissima quella che conduce a samuario della Madonna delle Grazie. D’obbligo è, invece, l'escursione sui monti della Valcasotta dove si trova l’antica certosa utilizzata da·casa Savoia per le cacce.
Non molto distante da qui raggiungiamo Pigna caratteristico borgo in provincia di Imperia ai piedi del monte Toraggio, che deve il suo nome al particolare assetto urbanistico. Il borgo medievale, infatti, è raccolto in cerchi concentrici intorno a un promontorio che assume, osservandolo in lontananza, la forma di una pigna.
Passeggiando tra i vicoli bui, detti chibi, coperti da volte passaggi e archi, arriviamo ai ruderi della chiesa romanica di S. Tommaso (sec XIII). Visitiamo quindi la parrocchiale di S. Michele, al cui interno è conservato il pregevole polittico (1500) di Giovanni Canavesio, in 36 comparti e che temporaneamente ospita anche gli affreschi del medesimo autore, provenienti dalla chiesa d1 S. Bernardino. Giunti alla sommità del paese il nostro sguardo si apre su un ambiente altamente scenografico: piazza Castello..
Nell'immediato entroterra della città di Genova, una inaspettata oasi di pace, poco glamour ma molto rilassante, presso lo stabilimento termale di >>Acquasanta (GE)
Dopo la breve e piacevole sosta in terra ligure, proseguiamo sino ad arrivare in provincia di Alessandria.
Acqui Terme, oltre ad essere il principale centro del Monferrato meridionale, è una tra le più note stazioni termali. Le proprietà terapeutiche dei fanghi e delle acque provenienti dal Grande Lago delle Sorgenti e dalla fonte dell'Acqua Marcia o Fontanino Romano erano già note ai Romani nel il secolo a.C.
Da allora la fama della località termale, celebrata da Plinio, Strabone, Seneca, Tacito e Paolo Diacono, si accrebbe sino ai nostri giorni e ciò favori lo sviluppo socio-politico di Acqui, oggi animatissima e ospitale cittadina.
Visitiamo la città e tappa obbligata è senza dubbio la cosiddetta "Bollente”, forse una delle strutture architettoniche più caratteristiche del luogo. Graziosa edicola marmorea classicheggiante dalla forma ottagonale, la Bollente venne eretta nel 1870 dal Ceruti sopra una sorgente di acqua a 75°C, particolarità, questa, a cui sicuramente deve il suo nome.
Non meno interessanti sono i resti dell'acquedotto romano nei pressi del ponte Carlo Alberto e il prezioso portale marmoreo rinascimentale del duomo che. originario del
secolo XI. conserva dell'epoca soltanto l'abside e la parte inferiore del campanile.
Sostiamo quindi nel Museo civico archeologico ospitato dal castello dei Paleologhi dell'Xl secolo. Usciti dal museo dopo aver ammirato i numerosi reperti del periodo
romano che vi sono conservati, facciamo un'ultima sosta alla basilica di S. Pietro dei secoli X-XI.
Per chi ama le mete al di fuori degli itinerari più battuti, il Piemonte riserva piacevoli e continue sorprese: >>Castagneto Po (TO), >>Castelletto d'Orba (AL), >>Monte Valenza (AL), >>Montegioco (AL), >>Castelnuovo Don Bosco (AT), >>Agliano (AT), >>Terme di Valdieri (CN), >>Bagni di Vinadio (CN), >>Crodo (NO)
Da Acqui Terme, ultima tappa in Piemonte, ci spostiamo nella provincia di Pavia. Salice Terme, nella Val Staffora, è una nota stazione termale dell'Oltrepò Pavese.
Da Acqui Terme, ultima tappa in Piemonte, ci spostiamo nella provincia di Pavia. Salice Terme, nella Val Staffora, è una nota stazione termale dell'Oltrepò Pavese.
Già i Romani conoscevano gli effetti curativi delle acque salmastre e di quelle solforose della sorgente di Monte Alfeo. Le terme sono situate in un magnifico parco e sfruttano le acque sulfuree e salso-bromo-1odiche di quattro fonti.
A Salice non mancano certo occasioni di svago e di praticare sport: campi da tennis, campi per bocce, piscina, maneggio con scuola di equitazione (e non dobbiamo dimenticare il concorso ippico che si tiene in settembre), dancing, discoteca, teatro, cinema.
La tappa a Salice Terme ci consente di compiere una piacevole gita sulle colline dell'Oltrepò Pavese, dove la visita ai castelli non potrà non accompagnarsi a una sosta in qualche ristorante per gustare i noti prodotti gastronomici. soprattutto i salumi. e i rinomati vini e spumanti.
Nei dintorni di Salice troviamo Rivanazzano, un antico paese rurale nel quale sarge uno stabilimento termale. Un'altra visita interessante è quella a Nazzano con il suo castello risalente al Mille.
Proseguiamo per Godiasco per visitare i resti delle fortificazioni malaspiniane. Poco lontano si trova Varzi. con il suo caratteristico borgo fortificato e la chiesa dei Cappuccini. Il nostro giro termina all'abbazia di S. Alberto di Butrio sorta nel Mille e sviluppatasi nel secolo XVI; del complesso abbandonato nel secolo scorso sono ancora visibili i chiostri e le tre chiese di S. Alberto, S. Antonio e S. Maria.
Proseguiamo il nostro viaggio toccando Pavia, centro d'arte di cui ci limitiamo a ricordare il Castello visconteo, del secolo XIV, la chiesa di S. Pietro in Ciel d'Oro, di
fondazione longobarda e riedificata nel secolo XII, la Pinacoteca, il Duomo e la chiesa romanica di S. Michele.
Non tralasciamo di visitare Cremona, città ricca d'arte (basti ricordare lo splendido Duomo romanico), di manifestazioni, di prodotti gastronomici invitanti. E Brescia
di cui si segnalano. senza pretendere di renderle l'attenzione dovuta, la pinacoteca Tosio-Martinengo, la Loggia, il Broletto, la Rotonda e il Duomo.
Proseguendo arriviamo a Sirmione (BS), protesa nel Iago di Garda su una sottile penisola che divide i golfi di Desenzano e di Peschiera. Oltre a essere
un’importantissima stazione termale, Sirmione è una località di notevole richiamo turistico.
La sua suggestiva bellezza fece sì che, nell'antichità, divenisse dimora prediletta di Catullo e luogo di villeggiatura per molti patrizi romani. La prima notizia
sull'esistenza della sorgente termale è data da uno studio del monaco bergamasco Giorgio Jacodo del 1546. Negli anni successivi vi furono altre segnalazioni, ma tutte inesatte e approssimative.
Numerose sono le bellezze artistiche e ambientali che Sirmione ci offre.
All'ingresso del borgo, circondata dalle acque, si erge la Rocca Scaligera costruita nel XIII secolo da Mastino della Scala. Essa si caratterizza per le varie torri, la doppia cinta merlata e la
straordinaria darsena fortificata. La parte vecchia del paese, oggi zona pedonale, conserva, oltre alla porta trecentesca a fianco della fortezza, l'aspetto tipico dei borghi gardesani medievali.
La chiesa di S. Maria Maggiore risale al secolo XV e contiene affreschi di notevole interesse artistico. Molto più antica è la chiesa di S. Pietro in Mavino originaria del secolo
VIII.
Raggiungiamo ora la zona archeologica delle grotte di Catullo. Qui gli scavi hanno riportato alla luce i resti imponenti di una villa romana di età imperiale, la più
grande dell'Italia settentrionale.
Da Sirmione non può mancare un’escursione a Mantova, di cui ci limitiamo a ricordare il Duomo, il Palazzo Ducale, la Rotonda di S. Lorenzo, la Chiesa di S. Andrea e il Palazzo del Te.
Da qui ci trasferiamo in provincia di Bergamo, a Gaverina Terme, centro termale situato sul versante ovest della Val Cavallina. Il primo uso delle acque a scopo terapeutico e il riconoscimento della loro efficacia risalgono alla fine del secolo scorso.
Le terme, che constano di quattro fonti di acque bicarbonato-alcalino-sulfuree, sono circondate da un vasto parco che, oasi naturale, è stato attrezzato per conservare numerosi esemplari di fauna alpina.
Nei dintorni, piacevolissima è la gita al laghetto alpino d'Endine.
La tappa successiva è Spinone al Lago e ci soffermiamo alla vicina chiesetta di S. Pietro in Vincoli, di origine romanica e ingrandita nel XV secolo. Non lontani e di notevole interesse artistico sono il Castello di Manasterola dei secoli XIII-XIV e il Castello Suardi di Bianzana del XVI secolo.
Non si può certo tralasciare un’escursione al Lago d'Iseo, ideale per piacevoli passeggiate su percorsi di grande bellezza, ma anche per una gita a Monte Isola che si erge al centro del Iago, affiancata dalle incantevoli isole di Loreta e di San Paolo.
Ci spostiamo ora in val Brembana. Qui, distesa sulle rive del Brembo, si trova San Pellegrino Terme (BG). La nota stazione termale. con le sue ville e palazzi liberty (il Grand Hotel, il Palazzo della Fonte, il Casinò) è un esempio tipico dell'urbanistica termale dei primi decenni del XX secolo.
Lasciamo l'abitato per raggiungere, utilizzando il servizio di funicolare, San Pellegrino Vetta dove possiamo godere di un bellissimo panorama. Per lo stesso motive non
sono da trascurare le località di Crocetta e Paradiso. Poi ci spingiamo fino a Dossena per ammirare, nella parrocchiale cinquecentesca, la Decollazione del Battista del Veronese.
Da San Pellegrino non può mancare una visita a Bergamo, che si articola in due nuclei: Bergamo Bassa, la più recente, e Bergamo Alta, con la Rocca, il Duomo, la
Cappella Colleoni, la Basilica di S. Maria Maggiore, il Battistero e il Palazzo della Ragione.
La prossima tappa è Boario Terme (BS), nella bassa Val Camonica in corrispondenza dello sbocco della Val di Scalve. Antico mercato e deposito dei minerali di ferro provenienti dalla Val di Scalve, Boario, oggi, è nota per l'efficacia terapeutica delle sue acque, che d'altra parte non costituiscono certamente l'unica attrattiva di questo centro termale.
Fulcro della vita della cittadina è il Parco delle Fonti con le sue conifere, le sue aiuole fiorite e le attrezzature sportive e per il tempo libero. Visitiamo la zona sovra tante il centro abitato, ove si trova il cosiddetto "parco delle incisioni rupestri", risalenti,in gran parte, al secondo periodo della civiltà camuna (2 200-1800 a.C.).
Poco fuori Boario raggiungiamo Erbanno, dove di notevole interesse storico-artistico sono il palazzo Federici de XVI secolo, la chiesa di S. Maria del Restello e la Parrocchiale (sec. XVIII). Non molto lontano è Montecchio, con un ponte del1686, la chiesa dell'oratorio del XVI secolo e i resti di un castello rnedievale.
Proseguiamo e, dall'alta val Camonica, da Edolo e dal passo dell’Aprica si scende in Valtellina. E qui, nell'alta Valtellina, sulla vecchia statale che porta a Bormio (SO), sostiamo un poco prima di entrare nell'abitato per ammirare la splendida chiostra di montagne che circonda la nota stazione termale.
Il centro di Bormio è ricco di attrattive. La chiesa di S. Vitale del periodo romanico, la barocca collegiata, la chiesa di S. Ignazio del XVII secolo, il santuario del Crocifisso, il Castello De Simoni con il Museo Storico ed Etnografico.
Da Bormio ha inizio la lunga salita allo Stelvio. Al primo tornante, una deviazione consente di visitare la suggestiva, antica chiesetta di S. Gallo, isolata in mezzo
ai prati. Poco dopo, un cartello ci indica l'Orto Botanico, dove sono raccolti migliaia di esemplari della flora alpina.
Non lontano incrociamo la deviazione per Bagni Nuovi e Bagni Vecchi, testimonianza dell’antica notorietà della Bormio termale. Nelle vicinanze di Bagni Vecchi, infatti,
si trova la Fonte pliniana, chiamata così perché ricordata da Plinio il Vecchio.
Ci inoltriamo nel Parco Nazionale dello Stelvio verso la Valfurva. Giungiamo a Santa Caterina Valfurva e incontriamo le indicazioni per il rifugio Branca, dove ci si presenta uno spettacolo meraviglioso: una distesa di ghiaccio di 13 km quadrati, il ghiacciaio dei Forni, il più vasto delle Alpi italiane. Per gli appassionati si deve segnalare nel Parco nazionale dello Stelvio la poss1bilit di praticare l'equitazione e il trekking.
Anche la Lombardia è ricca di destinazioni termali pressoché sconosciute ma che meritano di essere visitate: >>Recoaro di Broni (PV), >>Terme di Miradolo (PV), >>Tartavalle Terme (CO),>>Angolo Terme (BS),>>Vallio Terme (BS),>>Trescore Balneario (BG),>>Sant'Omobono (BG),>>Bagni del Masino (SO)