DAL PARQUE DA PENEDA GERÊA VIANA DO CASTELO

 

PARQUE NACIONAL DA PENEDA-GERÊS
       
Istituito nel 1971, il Parco nazionale della Peneda-Gerês si estende per oltre 700 kmq dalla Serra de Peneda fino al confine settentrionale con la Spagna.

       Paesaggio servaggio e incolto, dagli scorci drammatici e suggestivi, è una meta irrinunciabile per chi ama l'immersione totale in una natura incontaminata dove spesso l'unica traccia dell'uomo è rappresentata dagli "espigueiros", caratteristiche costruzioni in legno o pietra sollevate dal terreno come palafitte. Il piccolo villaggio di Lamas de Mouro è una delle principali porte di accesso del parco e vi si possono raccogliere mappe, materiale illustrativo e informazioni sulle possibili escursioni e sulle attività in corso.

       Non lontano, Castro Laboreiro è noto soprattutto per essere la culla della omonima e fiera razza di cani da pastore. Proseguendo, si può vistare il santuario di Nossa Senhora da Peneda, quasi una copia di quello di Bom Jesus, meta di pellegrinaggi soprattutto all'inizio del mese di settembre.

       Più oltre, Castelo Lindoso, situato proprio sulla linea di confine con la Spagna, è un bella struttura fortificata risalente al Duecento che può essere utilizzata come base strategica per le escursione verso i tesori naturali del parco.

       Tra questi, da non mancare il Vilarinho das Furnas, un lago artificiale ideale, nei mesi estivi, per una sosta di relax lungo le sue rive, i Caldos de Gerês, fonti termali apprezzate fin dai tempi dei romani per le loro proprietà curative delle malattie del fegato e dell'apparato digerente, e le rovine del Monastero Pitões das Júnias, che per qualche secolo, a partire dal 1147, fu fervente centro di attività spirituale. 

VALENÇA DO MINHO
       Costantemente affollata di turisti spagnoli che varcano la frontiera attraverso il ponte in ferro costruito da Eiffel nel 1884, in fugace escursione, animata prevalentemente dal desiderio di approfittare del cambio favorevole, Valença do Minho è una delle più suggestive tra le città-fortezza allineate lungo la linea di confine della Spagna, così strategicamente collocata che dalle sue mura poligonali la vista riesce a spaziare fino alla Galizia.

       La ragnatela di stradine che si distende all'interno dei possenti bastioni che la delimitano è immersa in un'atmosfera molto particolare, animata dal pullulare di botteghe, ristorantini, bar, chiesine e palazzetti, animata e vociante nelle ore diurne, calma e incantata dal tramonto in poi.

       I due forti che costituiscono la struttura e il guscio dell'antico insediamento, risalgono il primo al Seicento ed il secondo al Settecento e sono uniti da un ponte in corrispondenza del quale si aprono monumentali porte di accesso.

       All'interno, meritano una visita la Casa do Poço, settecentesca, con bei balconi in ferro battuto, e la Casa do Eiraldo, costruita verso la metà del Quattrocento, che spicca per il curioso tetto merlato. 


PONTE DO LIMA
       Il salto dall'arcigna bellezza dei villaggi fortificati lungo la linea di confine alla solarità festosa di questa cittadina e abissale. Il ponte da cui essa prende il nome fu costruito dai Romani ed in parte ricostruito nel XIV secolo ed ha costituito per secoli un baluardo attraverso il quale il territorio del Minho cercava di contrastare l'invasione dei Mori.

       La piacevole passeggiata attraverso le sue strade luminose prevede alcune tappe obbligate, quali la Igreja Matriz, costruita in stile romanico nel Quattrocento ed ampiamente rimaneggiata nell'Ottocento, ma senza che venisse alterato il portale originale, e il Palácio dos Marqueses de Ponte de Lima, con belle finestre manueline e ornato di aggressive merlature, finito di costruire nella seconda metà del XV secolo.

       Un'attenzione particolare, merita il Museu do Terceiros, ospitato nella omonima chiesa dei Francescani ora sconsacrata, sia per le preziose collezioni di sculture e arte sacra, che per gli altari ed i decori in legno dorato tuttora conservati al suo interno. 

VIANA DO CASTELO
       La città si distende sul fronte destro della foce del rio Lima, cui approdarono già i primi vascelli dei navigatori greci e fenici e dove i romani di Decimo Iunio Bruto fondarono la fiorente città di Brutonia.

       Il momento magico di Viana, però, data al XV secolo, quando l'originario castello viene notevolmente ingrandito e, grazie alla sua posizione e sicurezza, diventa uno dei porti più attivi della costa Atlantica, con pescherecci che si avventurano fino alle coste della Groenlandia a far bottino di merluzzi, e grandi navigatori che salpano dal suo porto alla scoperta di nuove terre lungo le coste africane e del Sud America. Proprio questo protagonismo nei viaggi di esplorazione, fa di Viana do Castelo l'epicentro dei commerci con le nuove terre africane, il Brasile e Terranova.

       I segni di questo periodo tanto florido si riscontrano nel tessuto urbano, in cui si susseguono palazzi e chiese di grande pregio architettonico, come la Casa da Misericórdia, un edificio in stile rinascimentale con evidenti influenze fiamminghe, con arcate sormontate da due ordini di loggiati. Un ordine di archi sormontato, oppure l'Antigos Paços do Concelho, affacciato si Praça da República e un tempo sede del Municipio, che un recente restauro ha restituito al suo originario splendore gotico, ammorbidito da frequenti decori manuelini.       

Numerose le chiese, tra cui la Sé, romanica con inserimenti gotici, vagamente somigliante, nella facciata, alla cattedrale di Santiago de Compostela, e la cinquecentesca Igreja de Santa Cruz, inserita nel complesso del Convento de S. Domingos, al cui interno è conservato uno spettacolare altare barocco.


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