DA MONSARAZ A MÉRTOLA

MONSARAZ
       Un tempo epicentro delle attività sociali e politiche del suo territorio, oggi Monsaraz è stata sorpassata in importanza dalla vicina Reguengos de Monsaraz, al centro di una florida zona vinicola.

       Per ritrovare i segni degli antichi fasti basta attraversare la possente Porta da Vila e percorrere la Rua Direita, tra due ali di candide case rifinite a calce, ornate di stemmi e balconi dalle ringhiere in ferro battuto, fino al castello eretto nel '200 a difesa del vicino confine con la Spagna.

       Le linee medioevali del castello contrastano con le architetture sei e settecentesche del borgo, dove meritano attenzione l'insolito affresco sulla giustizia, nel palazzo del tribunale medioevale, la monumentale tomba trecentesca conservata nella Igreja Matriz e il Museu de Arte Sacra, ospitato in un bel palazzo gotico. 

MOURA

       Già il nome fa presagire le fattezze arabe di questa cittadina dalla storia antica e tormentata, un tempo anche stazione termale, come testimonia la bella fontana in marmo "das Tres Bicas".

       Sarà un piacere passeggiare per i vicoli acciottolati dell'antico quartiere arabo, tra piccole case bianche dai camini artisticamente traforati.

       Tra le vestigia del passato, il castello del '200, distrutto quasi completamente dagli Spagnoli 500 anni dopo, di cui restano il maschio e le mura, la chiesa di São João Baptista, in puro stile manuelino, e il bel chiostro di Nossa Senhora do Carmo (secolo XIII), che ha ospitato il primo convento carmelitano del Portogallo.


SERPA
       L'accesso attraverso la imponente Porta de Beja, due grandi torrioni merlati perfettamente integrati nelle mura duecentesche di questa città-fortezza, che a loro volta hanno fagocitato le strutture di un antico acquedotto, è a dir poco, emozionante.

       Dentro, una cittadina che ha fuso i tratti romani con quelli arabi e medioevali, dove si può visitare il Museo de Etnografia, minuscolo ma interessantissimo, la chiesetta gotica di S. Maria ed il cinquecentesco Convento de Santo Antonio con bellissimi azulejos del XVIII secolo.

       Da non perdere, un assaggio dell'ottimo formaggio di pecora prodotto localmente. 

BEJA
       In posizione rialzata rispetto alla circostante pianura, tra campi di grano e uliveti che in estate si fanno roventi, Beja riveste il ruolo di capitale del Basso Alentejo fin dal 48 a.C., quando Giulio Cesare la battezzò Pax Julia.

       Passata attraverso numerose dominazioni e traversie, dai Visigoti agli Arabi, ai Francesi, conserva splendide tracce dei suoi trascorsi storici e culturali. La più evidente è, ovviamente, il castello, la cui imponente Torre de Menagem, alta 36 metri, segna il profilo della città già da lontano.

       Nei pressi, si può visitare la piccola chiesa di Santo Amaro, una delle più antiche del Portogallo, costruita nel VI secolo dai Visigoti, ed ora sezione staccata del museo regionale, con raccolta di preziosi reperti sul periodo della dominazione visigota.

       Il corpo principale del Museu Regional Rainha Dona Leonor è all'interno del vecchio Convento de Nossa Senhora da Conceição, nel cuore del vecchio borgo, così ricco di reperti ed opere d'arte da meritare una visita di un giorno intero. In un alternarsi di stili architettonici, dal gotico al manuelino al barocco (straordinaria la cappella conventuale, ricca di legni intarsiati e dorati), si possono ammirare azulejos di rara fattezza, da quelli cinquecenteschi che rivestono completamente il chiostro, a quelli ispano-arabi della sala capitolare.


       I reperti di epoca romana, visigota, araba e medioevale, si alternano a statue, sculture e dipinti tra i quali svetta un San Gerolamo attribuito alla mano di Ribeira.

       La vita quotidiana, invece, ferve intorno alla Praça da Republica, situata dove un tempo sorgeva il foro romano. Anche in questa parte della città non mancano mete degne di attenzione, quali la cinquecentesca chiesa da Misericordia, la biblioteca ospitata nell'antica Câmara Municipal, e la bella cattedrale rinascimentale. 

MÉRTOLA 
       Fiera della sua fama di "museo all'aperto", Mértola conserva tracce evidenti della sua travagliata storia a partire dalla Igreja Matriz, una delle poche moschee di questo territorio risparmiata alla distruzione e trasformata in chiesa operando marginali interventi architettonici.

       Nella città si distinguono tre aree di interesse archeologico, una di influenza romana, una visigota e l'ultima islamica, tutte visitabili con l'assistenza del locale ufficio turistico. Il piccolo museo locale merita una sosta per la straordinaria collezione di ceramiche arabe risalenti ai secoli a cavallo dell'anno Mille. 

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