DA "BARBACARLO" A "BRUT"

Barbacarlo 
       Vino rosso corposo, talvolta leggermente amabile, naturalmente frizzante, dal profumo vinoso intenso, con delicato sentore di viola o lampone prodotto nell'ambito della D.O.C. Oltrepò Pavese (v.) con uva Croatina ed aggiunte di Barbera, Uva rara e Ughetta. Prima di essere commercializzato deve essere sottoposto ad un invecchiamento di 18 mesi di cui almeno 12 in botti o fusti di legno. Vino di ottima beva, si abbina facilmente a molti piatti, con predilezione per le ricette più saporite della tradizione padana. Si consiglia di servirlo alla temperatura di 16-18°C. 

Barbaresco
       Insieme al Barolo, il Barbaresco è una delle gemme dell'enologia piemontese ed uno dei più grandi vini rossi italiani. Viene prodotto nell'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Treiso, Neive e la parte della frazione di San Rocco Senodelvio del comune di Alba, in provincia di Cuneo, con uve Nebbiolo delle sottovarietà Michet, Lampia e Rosé.

       Prima di essere commercializzato deve essere sottoposto ad un invecchiamento di almeno 2 anni di cui 1 in botti di rovere o castagno. É un vino dalle origini molto antiche, citato già da Tito Livio nella sua monumentale Storia Romana.

       Va servito alla temperatura di 18-20°C, con piatti di cacciagione e carni rosse cucinate anche con ricette elaborate. 

Barbatella
       É un tralcio di vite, che, opportunamente trattato, ha emesso radici ed è in grado di dare vita ad una nuova pianta. Per ottenere viti resistenti alla fillossera (v.) è diffuso l'uso di produrre barbatelle in cui le varietà 
di viti europee sono innestate su cespi di vite americana.

Barbera
       Vitigno a frutto rosso da cui si ricava il vino omonimo, diffuso in tutta Italia dove dà origine a ben 7 diverse D.O.C. (Barbera dei Colli Bolognesi, Barbera dei Colli Piacentini, Barbera dei Colli Tortonesi, Barbera d'Alba, Barbera d'Asti e Barbera del Monferrato) e costituisce la base di numerosissimi vini da tavola.

       Le origini del vitigno Barbera sono antichissime, ma la prima testimonianza si trova in un documento del milleseicento conservato nel municipio di Nizza Monferrato. La duttilità di questo vitigno è tale che da esso si possono ricavare tanto vini freschi e frizzanti, di pronta beva, come vini più strutturati, adatti ad un medio invecchiamento (3-5 anni). 

Bardolino
       Prodotto nella zona sud-orientale del Lago di Garda, nell'area di alcuni comuni che gravitano intorno alla cittadina omonima, è un vino piacevole, leggero, di colore rosso rubino chiaro, tendente al cerasuolo, dal profumo delicato e dal, sapore asciutto talvolta un poco frizzante.

       Viene prodotto da un uvaggio di vitigni locali in cui predominano la Corvina Veronese, la Rondinella e la Molinara. Si può servire anche fresco di cantina, soprattutto nella stagione estiva (14-16°C.), e si accompagna idealmente con primi piatti a base di sughi di carne, polenta, arrost e stufati di carni bianche, pollame. 

Barile
       Piccola botte in legno (abitualmente rovere o castagno) della capacità di 30-60 litri, un tempo utilizzato prevalentemente per il trasporto del vino dalle cantine al luogo di ercio ed oggi impiegato, prevalentemente con funzioni coreografiche, per la conservazione di vini liquorosi. 

Barolo
       Nome che identifica un Comune delle Langhe, carino ma come tanti altri, ed “il vino” delle Langhe, della provincia di Cuneo, del Piemonte e dell’Italia tutta (almeno fino all’avvento del Brunello di Montalcino che solo da qualche decennio gli contende la palma di più grande vino italiano).

       La definizione di "re dei vini e vino dei re", pur nella sua sostanziale correttezza, gli ha nuociuto non poco negli anni Sessanta e Settanta, relegandolo ad un ruolo di icona e facendone un vino da possedere più che da bere. Facendo di necessità virtù, negli ultimi due decenni i produttori delle Langhe hanno ricominciato a produrre il Barolo per i consumatori invece che per la storia, riguadagnando in tutto il mondo le posizioni perse sugli scaffali e nelle carte dei vini dei più prestigiosi ristoranti.

Barrique
       Tecnicamente è una semplice botte in legno di quercia della capacità di 225 litri. In pratica uno strumento antico che ha rivoluzionato l’enologia moderna. Perché la barrique, utilizzata da sempre in Francia per l'affinamento dei vini rossi, ed in alcuni casi dei bianchi, si è trasformata da contenitore in macchina enologica capace di migliorare ed arricchire di profumi e sapori i vini in essa conservati.

       Diffusasi enormemente in California, in Sudafrica, in Australia ed in Nuova Zelanda è approdata infine in Italia dove ha contribuito a scuotere tutto il mercato dei vini di alta qualità se pur con gli eccessi che contraddistinguono spesso i neofiti.

       Nella costruzione delle barrique viene preferito l'impiego di querce provenienti da varie zone dal Massiccio Centrale Francese il cui legno ha la caratteristica di cedere al vino aromi di spezie e vaniglia più o meno intensi.

Barsac
       Piccolo comune a sud di Bordeaux, lungo il corso della Garonna, in cui si produce il vino omonimo, che può indifferentemente essere anche etichettato Sauternes, dal nome della più vasta area vinicola in cui è inserito. Il vino di Barsac è prodotto da uve bianche Sauvignon che, grazie all'attacco di una muffa nobile, la Botrytis Cynerea, cedono acqua al fungo e concentrano enormemente gli zuccheri contenuti negli acini.

       Dalla vinificazione di queste uve, vendemmiate acino ad acino per un periodo che si protrae anche per 8 settimane, deriva un vino dolce di straordinario fascino, esaltato ed apprezzato in tutto il mondo come il re dei vini liquorosi. 

Beaujolais
       Vino rosso francese ottenuto da uve Gamay provenienti dal territorio omonimo che si estende da nord a sud, da Macon a Villefranche-sur-Saone, nella parte meridionale della regione vinicola della Borgogna. Il Beaujolais è un vino fruttato, molto gradevole, piacevole e leggero, che può essere bevuto lo stesso anno in cui è prodotto.

       Nell'ambito del Beaujolais viene prodotto il Beaujolais Nouveau (più correttamente: Beaujolais Tirage de Primeurs), vino, prodotto con la tecnica della macerazione carbonica (v.) e messo a disposizione dei consumatori già a poche settimane dalla vendemmia quando scatta il "déblocage", in una data intorno al 15 novembre, fissata di anno in anno a seconda dell'andamento della vendemmia. 

Benedectine
       Liquore francese, apprezzato in tutto il mondo, creato nel 1610 dai frati benedettini dell'Abbazia di Fécamp, in Normandia. La sua ricetta rimane tuttora segreta. 

Bianchello 
       Il Bianchello del Metauro è uno dei vini bianchi più tradizionali delle Marche. Prende il nome dal Bianchello (o Biancame o Biancuccio), uva bianca marchigiana clone del vitigno Greco con alcune affinità al Trebbiano toscano, e dal Metauro, uno dei principali fiumi della regione, sul letto del quale si affacciano i filari delle vigne di Bianchello.

       Ha una gradazione alcolica minima dell'11,5% e si presenta di colore giallo paglierino; profumo delicato, caratteristico; gusto secco, fresco, armonico e gradevole. 

Bianco di Pitigliano
       Nella Maremma toscana, arroccata sulla roccia, sorge Pitigliano, antica cittadina etrusca che originariamente si chiamava con ogni probabilità Catetra. Nei tempi antichi, l'unica nota a demerito di questi vini era dovuta alla scarsa esperienza circa le tecniche di conservazione del vino.

       Nel Medioevo, infatti, ai mercanti che facevano sosta a Pitigliano per fare provvista dell'ottimo vino locale capitava spesso di pentirsi perchè il vino, che sul luogo veniva conservato nella fresca penombra delle grotte scavate nel tufo, cambiando zona perdeva finezza e ricominciava la fermentazione.

       Un'ulteriore conferma del suo pregio è fornita dalle Comunità israelitiche presenti a Pitigliano fin dal '500, che lo hanno scelto per la produzione del loro vino Casher, utilizzato anche nelle cerimonie religiose.

Bisolfito (in esteso: Metabisolfito di Potassio)

       É il prodotto chimico tramite il quale si effettuano i trattamenti del vino a base di anidride solforosa.

Birra
       Bevanda a basso tenore alcolico ottenuta dalla fermentazione di cereali. Originaria dell'Asia, la sua produzione ed i suoi consumi si diffusero parallelamente nel Medio Oriente e nel Nord Europa. Unici paesi che non ne furono coinvolti fino a secoli recenti sono stati quelli affacciati sul Mediterraneo in cui cresceva rigogliosa la vite. 
       La Birra si ottiene con un procedimento di trasformazione e fermentazione dell'orzo (ma si possano usare anche altri cereali, quali grano, riso o mais). Dapprima l'orzo in grani viene fatto macerare in acqua per 2-5 giorni, quindi i chicchi, saturi d'acqua, vengono stesi in strati da 10-20 cm. in ambienti molto umidi e continuamente rimestati, finché cominciano a germinare.

       Una volta completata la germinazione, l'orzo viene tostato e macinato, trasformandosi in "farina di malto". Essa viene trasferita in apposite vasche colme d'acqua, cui vengono aggiunti vari ingredienti, quali farina di mais, di riso, tapioca, che servono per conferire ben precise caratteristiche gustative al prodotto finale. Scaldando fino a 70° C questa miscela, l'amido del malto si trasforma prima in maltosio e quindi in glucosio. Il prodotto viene filtrato, unito ad infiorescenze di luppolo, fatto bollire per circa tre ore in apposite caldaie di rame, quindi nuovamente filtrato, raffreddato, addizionato di lieviti e trasferito in vasche di fermentazione termocontrollate. Se la fermentazione avviene tra i 12 ed i 15°C viene definita "alta", se invece viene condotta a 5°C, si dice "bassa". La prima é tipica dei paesi a clima rigido, come l'Inghilterra, la seconda dei paesi continentali, come la Germania. 
       Per effetto del processo di fermentazione, il glucosio si trasforma in alcol etilico liberando una discreta quantità di anidride carbonica, parte della quale rimane disciolta nella birra fino al momento del consumo. La quantità di alcol contenuta nella birra viene indicata in vari modi; in Italia si indica il grado saccarometrico il cui valore corrisponde ad un contenuto alcolico pari al 2,6% (per ottenere il grado alcolico bisogna dividere il grado saccarometrico per 2,6). Il contenuto alcolico varia molto da una tipologia all'altra; in linea di massima si può indicare che le birre leggere contengono fino all'1,2% di alcol, quelle a pressione il 2,6%, le export e speciali il 4,4%, le lager e pils il 4,5%, le bock tra il 5 ed il 10%.
        Nel mondo della birra si distinguono molte tipologie e famiglie ben distinte tra loro. Con il termine "Lager" si indicano due tipologie di birra diverse, quelle britanniche ed americane, originariamente prodotte ad imitazione delle birre tedesche da esportazione, a bassa fermentazione, di colore biondo chiaro, con poca schiuma, profumo esile, sapore asciutto e leggermente amarognolo e grado alcolico pari a circa il 3,5%; e quelle tedesche, prodotte sempre a bassa fermentazione, ricche di schiuma ed anidride carbonica, chiare o scure, ed alcol tra il 3,5 ed il 4%. 
       Le "Pilsener" (o "Pils") sono le birre prodotte con il metodo messo a punto nel 1842 a Plzen (in tedesco Pilsen) in Cecoslovacchia; prodotte a bassa fermentazione, si presentano di colore dorato chiaro con riflessi verdolini, spuma fine e persistente, aroma netto di luppolo, ricche di gas disciolti e sapore secco, con retrogusto amarognolo e grado alcolico intorno al 4%. 
       Le "Ale" sono le birre tradizionali inglesi (la più diffusa é la "bitter ale"), ottenute con processo di alta fermentazione e seconda fermentazione in botte che ne riduce abbondantemente i gas disciolti, dal colore ramato e marcato sapore di luppolo. 
       Le "Alt" sono birre originarie di Dusseldorf e prodotte nella Renania e nella Westfalia con alta fermentazione; hanno colore ramato scuro, profumo leggero di luppolo, basso livello di anidride carbonica, sapore asciutto, leggermente amarognolo. 
       Le "Bock" sono prodotte in tutta la Germania con il metodo della bassa fermentazione; hanno colore che spazia dall'ambrato chiaro al bruno scuro, profumo netto di malto, sapore pieno, aromatico, corposo, con alcol superiore al 5%. 
       Le "Dort" sono le birre tipiche di Dortmund, prodotte a bassa fermentazione, dal colore dorato chiaro, profumo tenue, sapore asciutto, leggermente amabile, mediamete frizzante e grado alcolico pari a circa il 4%. 
       Le "Stout" sono birre di origine Londinese ed irlandese, prodotte ad alta fermentazione con malto molto torrefatto, colore bruno, quasi nero, spuma bianca compatta, profumo di malto e luppolo, sapore asciutto, amaro, morbido e corposo e grado alcolico che oscilla, a seconda dei produttori, tra il 3,5 ed il 7%. 

Bitter
       Termine tedesco ormai di uso internazionale con cui si identifica un liquore amaro di colore rosso utilizzato liscio o diluito con soda, come aperitivo. É ottenuto aromatizzando una soluzione idroalcolica con estratti di erbe e piante. 

Blanc de Blancs
       Termine francese utilizzato prevalentemente per i vini spumanti e lo Champagne per indicare che un vino bianco è stato ottenuto utilizzando uve a frutto bianco. I blanc de blancs, in genere, sono vini moltoprofumati, leggeri, di corpo leggero e poco impegnativi. 

Blanc de Noirs
       Termine francese utilizzato per indicare che un vino bianco è stato realizzato utilizzando uve a frutto rosso. Ciò è possibile procedendo, all'atto della pigiatura, ad una immediata separazione del succo dei chicchi (mosto) dalle bucce che contengono la sostanza colorante e la cedono al vino durante il processo di fermentazione. 

Bodega
       In spagnolo: cantina, intesa come luogo in cui avvengono le lavorazioni del vino (e, quindi, non nel senso di locale sotterraneo in cui si conserva il vino per l'invecchiamento). Con il tempo la parola ha finito per indicare l'azienda vinicola nel suo complesso. 

Bonarda
       La stessa parola identifica un classico vitigno piemontese ed un altrettanto classico vino dell’Oltrepo Pavese (prodotto, però, con uva Croatina). E poi tante altre piccole omonimie come quella che in varie zone dell’Astigiano attribuisce questo nome al Lambrusco Maestri, oppure nel Roero identifica un vitigno che in realtà è il Refosco Friulano.

       Comunque, al di là dell’esattezza scientifica, tutti i vitigni che vengono identificati con il nome Bonarda hanno la caratteristica di dare luogo a vini dal profumo intenso e gradevole, piacevoli sia nella versione secco che amabile, talvolta vivaci o addirittura frizzanti, da bere nel pieno della loro giovinezza. 

Bordeaux
       Dalla città di Bordeaux prende il nome una delle più importanti aree vinicole della Francia (e del mondo), situata nella zona sud-ovest ed estesa su entrambe le sponde della Gironda.

       Nell’immaginario collettivo la parola Bordeaux è sinonimo di grande qualità ma è fama in parte usurpata: basti pensare che qui si produce circa un terzo dei vini A.O.C. francesi e non è pensabile che ogni bottiglia possa essere di alto rango. Ma l’eccellenza c’è e va cercata nelle varie sottodenominazioni tra le quali spiccano "Medoc", "Graves", "Saint Emilion" e "Pomerol". 
       Si tratta di grandi vini rossi di estrema longevità, ottenuti con un sapiente bilanciamento di Cabernet Sauvignon e Merlot (il cosiddetto “uvaggio bordolese”) e l‘immancabile affinamento in barrique. 
       Si producono anche vini bianchi ma, fatta eccezione per i celebratissimi e rari "Sauternes" e "Barsac", entrambi dolci e liquorosi, si tratta di vini da collocare nella fascia media o medio-alta, salvo qualche rara eccezione, soprattutto nelle denominazioni "Graves" e "Entre-deux-Mers", merito più dell’uomo che del territorio.
       La superficie globale del vigneto di Bordeaux è di circa 100.000 ettari, con una produzione di oltre 2.100.000 hl. di vini rossi ed oltre 1.100.000 hl. di vini bianchi. 

Bordolese
       Vedi alla voce "Bottiglia"

Borgogna
       Alla qualità pensata in grande di Bordeaux risponde la qualità pensata in piccolo della Borgogna. Da Digione fino a Villefranche-sur-Saone, in gran parte lungo la riva occidentale del fiume Saone, si estende un territorio magico dove ogni zolla ha caratteristiche particolari ed è capace di infondere alla vite connotazioni uniche. Qui trionfa la piccola proprietà, vigneti minimi ma classificati da secoli per la loro eccellenza e capaci di garantire ottimi redditi anche se con produzioni irrisorie. 
       L'area è suddivisa in varie A.O.C. e sottodenominazioni tra le quali meritano una citazione l'"Yonne", da cui provengono i prestigiosi Chablis, bianchi da uve Chardonnay; la "Cote d'Or, terra dei grandi vini rossi da lungo invecchiamento, tutti da uve Pinot nero, quali lo Chambertin, il Musigny, il Cote-de-Beaune, il Corton-Carlemagne, il Pommard, il Clos-de-Vougeot, il Romanée-Conti, cui si affiancano bianchi prestigiosissimi quali il Mersault ed il Montrachet; la Cote Chalonnaise, dove si producono vini bianchi da vitigno Chardonnay e rossi da Pinot nero e Pinot beurot; il Maconnais ed il Beaujolais, dove domina il vitigno a frutto rosso Gamay.

 

Borgognotta
       Vedi alla voce “Bottiglia”

Botte
       Un tempo questo contenitore in legno dalla forma di cilindro bombato al centro era l’unico recipiente a disposizione del viticultore e veniva impiegato in tutte le fasi della vinificazione. L’avvento di nuovi materiali, quali il cemento vetrificato, il vetroresina ed infine l’acciaio, per qualche verso lo ha nobilitato, conferendogli un ruolo di artefice della qualità, soprattutto nei vini a lungo invecchiamento quali Barolo, Barbaresco, Chianti Classico, Brunello e Nobile di Montepulciano.

       Per questa ragione oggi si pone grande attenzione alle diverse varietà di legno impiegate nella sua costruzione (le essenze più diffuse sono comunque il castagno e la quercia, in particolare rovere di Slavonia) ed alle dimensioni. Il perfetto bilanciamento di questi due elementi permetterà di arricchire il vino contenuto nella botte di tannini ed aromi complessi e portarlo ad esprimere al massimo le sue potenzialità qualitative. 

Bottiglia
       L'utilizzazione del vetro al posto della terracotta, delle botticelle di legno, dei contenitori metallici e delle vesciche animali ha determinato una crescita qualitativa del vino, soggetto in maniera minore ad inquinamenti e degenerazioni. Benché il vetro sia sostanza estremamente malleabile, l’esigenza di offrire al consumatore una garanzia visiva di capacità, in ogni zona vinicola si sono sviluppate forme che sono rimaste praticamente invariate per secoli ed in molti casi il design generato localmente si è trasformato in uno standard internazionale. 
       La bottiglia "Bordolese", nata nella regione di Bordeaux ed utilizzata prevalentemente per i vini rossi, è caratterizzata da un collo innestato su spalle accentuate che all'atto della mescita creano una sorta di barriera che impedisce ai residui solidi, una volta comuni a tutti i vini rossi invecchiati, di defluire nel bicchiere.
       La "Borgognotta", originaria della Borgogna, è caratterizzata da una forma cilindro-conica e viene utilizzata indifferentemente per vini bianchi e rossi. 
       La "Champagnotta", nata nello Champagne, si è imposta in tutto il mondo come la forma ideale per la commercializzazione dei vini spumanti. Questa bottiglia, dalla forma abbastanza simile a quella della Borgognotta, è caratterizzata da un vetro spesso e pesante, in grado di resistere alla pressione di almeno 10 atmosfere, e da una imboccatura che presenta una sporgenza ad anello alla quale possono fare presa graffe o gabbiette metalliche utilizzate per ancorare il tappo ed impedire che sia espulso dalla forza esercitata dai gas disciolti nel vino. 
       La "Renana", proveniente dall'area vinicola del Reno, in Germania, ha una forma cilindro-conica molto allungata ed è sempre stata utilizzata per la conservazione di vini bianchi. 
       Quasi tutte le bottiglie vengono utilizzate, oltre che nel formato della capienza di 750 cl., nel formato da 375 cl., detto "mezza", e nel formato da 1.500 cl., detto "magnum".
       A questi formati classici si affiancano bottiglie meno diffuse quali la "Pulcianella" utilizzata in passato per l'Orvieto ed oggi diffusamente impiegata per l'Armagnac e da alcuni grandi produttori portoghesi di rosé e vinho verde; l'"Albeisa", utilizzata per i vini rossi della zona di Alba, in Piemonte; la "Chiantigiana", della capienza di 1.500 cl. e destinata a sostituire il classico fiasco. 
       Il colore del vetro utilizzato spazia dal bianco all'ambrato, al marrone, al verde, dai toni più chiari ai più cupi. Soprattutto per i vini destinati ad un affinamento più o meno lungo in bottiglia, è da preferire l'utilizzo di vetri molto scuri, e recenti studi hanno permesso di realizzare mescole che permettono di ottenere una filtratura della luce ottimale per la conservazione del vino

Bouchonné
       Parola francese, ormai di uso comune anche a livello internazionale, che definisce i vini che hanno acquisito uno sgradevole sapore di tappo sughero. 

Bouquet
       In francese: "mazzo di fiori". É una espressione utilizzata ormai in tutto il mondo per definire la sensazione olfattiva di un vino invecchiato e giunto al suo momento di maturazione ottimale. Caratteristica del bouquet è quella di offrire una sensazione olfattiva complessa e modulata, matura, impossibile da riscontrare nei vini giovani, nei quali prevale la fragranza. 

Bourbon 
       Termine con il quale si identifica il whiskey (v.) prodotto in America per fermentazione e distillazione di grano, segale e malto d'orzo e che deve il nome alla contea omonima del Kentuky, dove storicamente ne fu iniziata la produzione. 

Brachetto
       Vino rosso spumante prodotto con il metodo Charmat (v.) in una zona limitata che comprende alcuni comuni delle provincia di Asti, con epicentro Nizza Monferrato, e di Alessandria, con epicentro Acqui. Ottenuto da uve Brachetto con eventuali piccole aggiunte di Aleatico e Moscato nero, è un vino da dessert, molto apprezzato con i dolci da forno e la frutta secca. Va servito piuttosto fresco.

       É un vino dal colore rosso rubino tendente al granata chiaro o rosato, aroma muschiato molto delicato, sapore dolce, morbido, delicato; frizzante con spuma più o meno abbondante e persistente. Deve essere bevuto in gioventù, ad una temperatura di 9-11°C. 

Bramaterra
       Prestigioso e raro vino rosso prodotto da uve Nebbiolo (50-70%), Croatina, Bonarda e Vespolina, in una ristretta zona della provincia di Vercelli con epicentro nel comune di Villa del Bosco, in una zona chiamata localmente "Bramaterra". Deve essere invecchiato almeno due anni di cui 18 mesi in botti di legno.

       É un vino dal sapore pieno ed asciutto, vellutato, che ben si accompagna con arrosti, carni in umido e piatti importanti di selvaggina e cacciagione. Un buon invecchiamento contribuisce a migliorarlo e può essere protratto tranquillamente fino a 10 anni. Di consiglia di servirlo alla temperatura di 18-20° C.  

Brandy
       Termine inglese convenzionalmente utilizzato in tutto il mondo per definire il distillato di vino. anteriormente al 1949 era diffuso l'uso ddi chiamare Cognac qualunque acquavite di vino, ma questa pratica fu soppressa grazie ad un decreto-legge ottenuto dai produttori francesi a tutela del loro prodotto.

       Il Brandy italiano deve avere almeno un anno di invecchiamento (in Germania è brandy anche un distillato di sei mesi. In Francia non ha regolamentazione).

       Dai contrassegni di Stato apposti su ogni bottiglia si può verificare se il brandy ha da uno a due anni, da due a tre anni, oltre tre anni. Per i grandi invecchiamenti e le riserve speciali (sette o dieci anni) è prevista, nella controetichetta, una specifica dichiarazione firmata da funzionari dello Stato.

       Dizioni come "stravecchio", "gran riserva" o altre non voglio dire, legalmente nulla. Per legge la percentuale di contenuto alcolico del Brendy italiano può variare dal 38 al 60 %.

       La colorazione del Brandy é determinata in misura minima per l'azione delle stostanze contenute nel legno delle botti, ed in massima parte per il caramello che viene addizionato. Avere sempre lo stesso colore garantisce, alle aziende, una costante immagine prodotto.

       Il gusto del Brandy, secco o morbido, che sia, dipende sempre dal sapiente lavoro dei cantinieri che mischiano le varie partite di distillato invecchiato. La legge consente che l'aromatizzazione complementare del brandy sia ottenuta con "truciolo di quercia, o altre sostanze vegetali innocue". 

Brûlé o Vino Brûlé
       Si ottiene portando ad ebollizione del vino, in genere rosso, cui sono stati aggiunti miele (o zucchero), spezie e sostanze aromatiche quali cannella, chiodi di garofano, buccia di limone, ecc. É un ottimo corroborante utilizzato nella medicina popolare come coadiuvante in presenza di raffreddori, tosse ed influenza. 

Brunello di Montalcino
       In una nazione, l'Italia, che produce vino da circa 3.500 anni, il Brunello di Montalcino può essere considerato un'invenzione moderna. Non si tratta infatti di un vino prodotto in omaggio alle locali tradizioni, ma è il frutto degli studi di un singolo viticoltore, Ferruccio Biondi Santi che, intorno al 1870, cominciò a diffondere nei suoi vigneti un clone di Sangiovese, chiamato Brunello.

       Il Brunello viene sottoposto ad un processo di affinamento di almeno quattro anni in botti di rovere, completato poi in bottiglia dove sviluppa nel corso del tempo le sue pregiate qualità. Viene prodotto nell'intero territorio del comune di Montalcino in provincia di Siena. 

Brut
       Termine di origine francese utilizzato per indicare un vino spumante molto secco cui, al momento della tappatura finale, è stato aggiunta solo una minima porzione di Liqueur d'Expédition (v.) 

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